6 maggio. Ecco perché ricordiamo la Beata Caterina Troiani

La storia della Beata Caterina Troiani, fondatrice dell’Ordine delle Suore Francescane Missionarie d’Egitto, “missionaria in clausura, contemplativa in missione”. La memoria liturgica si celebra il 6 maggio.

di Sr. Vincenzina Botindari*

È difficile parlare di una giovane senza tener conto del suo contesto storico, geografico, religioso e familiare, e allora proviamo a conoscere Caterina Troiani, al secolo Costanza, che nasce il 9 gennaio 1813 a Giuliano di Roma, in provincia di Frosinone.

Il lutto nell’infanzia

Costanza vive la sua infanzia durante il periodo napoleonico; un anno dopo la sua nascita veniva liberato il papa Pio VII, prigioniero di Napoleone a Fontainebleau. La famiglia di Costanza è una famiglia benestante e serena ma sarà colpita ben presto da un profondo dolore: muore la madre e questo sconvolge gli equilibri familiari. È il motivo per il quale la piccola Costanza sarà affidata alle Religiose del Conservatorio di Santa Chiara della Carità in Ferentino (FR).

Costanza Troiani cresce grazie alle cure e all’affetto delle monache, che si preoccupano di educarla alla fede e alla spiritualità francescana. Proprio mentre cresce e si forma, nel suo cuore avverte qualcosa di nuovo: il Signore la chiama a donare tutta se stessa. Ha solo sedici anni quando l’8 dicembre 1829 veste l’abito religioso delle Monache dello stesso Istituto, cambiando il nome in Maria Caterina di S. Rosa da Viterbo. Quella piccola donna ora ha in sé la maturità necessaria per rispondere alla chiamata del Signore, ma non è sufficiente, perché nel 1835 suor Caterina riceve un’altra chiamata: nella preghiera e nell’ascolto intuisce che il suo Sposo la chiama altrove. Un nuovo discernimento: occorre lasciare Ferentino e le sue amate sorelle.

Una missione oltremare

A Lei il Signore fa comprendere che la vuole per una nuova missione: occuparsi di “popoli oltremare”. Questo lo tiene nel suo cuore per numerosi anni fino a quando non arriva la richiesta di mons. Guasco, Vicario apostolico di Egitto.

Le suore vengono chiamate con lo scopo di dare un’educazione ed istruzione a fanciulle povere, di qualsiasi colore, nazione e religione. Quella che oggi potremmo chiamare semplicemente un’opera, in verità per madre Caterina è una vera evangelizzazione.

L’abbadessa del monastero, Sr. M. Caterina e altre quattro sorelle lasciano Ferentino il 25 agosto 1859, il 4 settembre partono da Civitavecchia con il sostegno spirituale del loro confessore, padre Giuseppe Modena. A Malta apprendono la dolorosa notizia della morte del delegato apostolico che le aveva attendeva in Egitto. Vivono un profondo senso di disorientamento. Non è stato un momento facile per nessuna delle suore, si trovano letteralmente “in mezzo al mare”. Sarà proprio madre Caterina a dare animo alle suore smarrite e sarà sempre lei che nella tempesta della missione pianterà la tenda dell’incontro con Dio in mezzo al deserto.

L’arrivo in Egitto della Beata Caterina Troiani

Il 14 settembre 1859 le suore arrivano al Cairo, ad accoglierle troveranno i francescani che intonano il canto del “Te Deum”. Partire da Ferentino per ritrovarsi nell’Egitto dell’Ottocento, donne, sole e povere. Cosa fare adesso? Da dove cominciare? È giusto essere lì? Queste sono alcune domande che portavano nel cuore. Ma è proprio quando si perde la vista dell’orizzonte che Dio non ci toglie gli occhi di dosso. La certezza di quello che Dio vuole fare con loro arriva sempre da madre Caterina, che non perde la sua confidenza in Dio. È lei a portare il peso della missione che cresce ogni giorno sempre di più. Tra le opere più importanti c’è quella delle ‘morette’ e dei ‘trovatelli’.

Nell’opera delle morette collabora con i sacerdoti dell’antischiavismo: don Olivieri e don Biagio Verri. Lei stessa andava a comprarle le morette nei mercati di Alessandria d’Egitto. Grande fu l’opera di madre Caterina: abbiamo registri dove lei appuntava minuziosamente quante morette riusciva a salvare, comprandole e liberandole da una vita di sofferenza; mentre i trovatelli erano bambini che venivano abbandonati dietro la porta del convento. Una vita dedicata al riscatto delle “anime tenerelle”, come le chiamava lei.

Potremmo scrivere pagine e pagine parlando solo di questo, ma non possiamo trascurare la sua determinazione anche nella fondazione del nuovo Istituto.

Una fondazione missionaria

Nel 1868, dopo la separazione dal monastero di origine e i vari accordi fra le autorità preposte, il Vicario apostolico di Egitto, l’Ordine dei Frati Minori e la Congregazione di Propaganda Fide, la nuova Istituzione viene costituita canonicamente con il nome di Terziarie Francescane del Cairo; in seguito Francescane Missionarie d’Egitto. Dal 1950 prenderanno il nome di Suore Francescane Missionarie del Cuore Immacolato di Maria. Madre Caterina Troiani fu Superiora Generale fino alla morte, avvenuta nel 1887. Chi ha conosciuto madre Caterina Troiani sa che non si è mai arresa nemmeno di fronte alle continue difficoltà in un Paese musulmano.

14 aprile 1985: Giovanni Paolo II proclama beata Caterina Troiani

La beata muore il 6 maggio 1887 a 74 anni in breve tempo, ma già da viva, la sua fama di santità, si diffuse rapidamente. È stata beatificata il 14 aprile 1985 da papa Giovanni Paolo II, il quale accosta madre Caterina alla figura del buon samaritano che si china su chi è nel bisogno: “Voi conoscete la vita di Madre Maria Caterina e potete convenire che veramente essa fu la “donna forte e amorevole” della Scrittura, tanto che giustamente veniva chiamata dai cristiani e dai musulmani “Madre Bianca” per la sua bontà e per il suo coraggio nel soccorrere i bisognosi, particolarmente le fanciulle, i neonati esposti e abbandonati, i sofferenti, i poveri. Ma voi sapete che, per realizzare questo suo ideale di carità e di testimonianza missionaria, dovette affrontare difficoltà, opposizioni, contrasti, avversioni, complicazioni sia in campo civile che religioso. Nulla però e nessuno mai la poté fermare, perché, sicura della chiamata di Dio e sempre in pieno accordo con le legittime Autorità ecclesiastiche, sentiva appassionatamente il bisogno di amare i fratelli in nome di Dio, e di annunziare e testimoniare loro il Vangelo con assoluta dedizione.

Si legge nella sua biografia che quando le prime sei suore francescane, partite dal Monastero di Santa Chiara in Ferentino alla volta del Cairo per iniziare la missione, fecero scalo a Malta, giunse loro la dolorosa notizia della morte del vicario apostolico dell’Egitto, Monsignor Perpetuo Guasco, il quale le aveva colà chiamate. Ci fu tra le suore un momento di sconcerto e di smarrimento, con il proposito di ritornare in Patria. Ma suor Maria Caterina, forte e risoluta nell’effettuare la volontà di Dio, disse loro: “Coraggio sorelle! Ci siamo staccate dalla terra e ci troviamo tra cielo e mare; ma non temiamo, perché è l’Altissimo che ci guida. Abbiamo perduto un padre sulla terra, ma abbiamo il Padre del cielo che non ci abbandona mai. Coraggio! Avanti”. E proseguirono il viaggio. Quelle parole così emblematiche si possono dire il costante programma della vita della nuova Beata; e devono esserlo anche per noi” (Dall’omelia di papa Giovanni Paolo II per la beatificazione di madre Caterina Troiani).

Troppo breve questo articolo per contenere la storia di una donna che ha contribuito a debellare la tratta, per educare, formare e ridare dignità ai piccoli e fragili che non interessavano a nessuno. Concludo, spero senza esagerare, col dire che la beata Caterina Troiani ha dato un forte impulso missionario alla Chiesa dell’Ottocento e agli Istituti che hanno un carisma ad Gentes. Se oggi abbiamo numerosi Istituti missionari è perché qualcuno ha osato prima di noi.

Crediti foto: Screenshot video Christian Media Center

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Suor Vincenzina Botindari

* Suor Vincenzina Botindari nasce a Casteltemini (Ag) nel 1975. Suora francescana missionaria del Cuore Immacolato di Maria è impegnata come referente, per le Suore Francescane missionarie del cuore Immacolato di Maria, nella Onlus Oltremare per il sostegno a distanza e progetti missionari, nella pastorale giovanile e nell’IRC. Attualmente vive a Roma nella sua numerosa e missionaria fraternità da dove partono e ritornano le sorelle dalle varie missioni presenti. Un carisma francescano e missionario che non teme di raggiungere gli estremi confini del mondo!

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