Commento alla Parola per la Dedicazione della Basilica Lateranense

Questa domenica celebriamo la festa della Dedicazione della Basilica di San Giovanni in Laterano a Roma, dove si conserva la prima cattedra di Pietro. Ogni luogo di culto non è l’edificio materiale fatto di pietre morte, bensì Colui che è la “pietra viva”.  E noi, uniti a Lui, i cristiani, possiamo essere pietre vive, piccole gocce di quell’acqua che sgorga dal cuore di Dio per portare pace, fecondità e benedizione.

Meditazione o a cura di padre Luca Vitali*, della Comunità Missionaria di Villaregia.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 2,13-22)

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere».  Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.

Piccole gocce di vita

Celebriamo oggi la festa della Dedicazione della Basilica di San Giovanni in Laterano a Roma, ove si conserva la prima cattedra di Pietro. 

Costruita dopo l’Editto del 313 sul terreno dei Laterani donato da Costantino al Papa questi eresse la Domus Dei, la Casa di Dio dedicata a Cristo Salvatore. Papa Silvestro la consacrò il 9 novembre 324 ed è considerata la madre di tutte le Chiese del mondo. 

Mentre ringraziamo Dio per il dono delle Chiese, chiediamo a Lui di non demandare ad esse l’esperienza del credere. Avere un luogo dove pregare infatti non significa pregare, così come, avere un luogo ove celebrare l’eucaristia non è garanzia che lo stiamo facendo davvero secondo la volontà di Gesù. È dentro questi paradossi che le letture ci conducono.

Il profeta Ezechiele racconta di un’acqua miracolosa che sgorga dal tempio. Egli scrive mentre si trova in esilio a Babilonia dal 597. Il tempio di Gerusalemme è stato distrutto dagli invasori e le sue parole sono il frutto di una ‘visione’. Quando tutto questo finirà Dio aprirà una via e riporterà a casa la sua gente, ci sarà una nuova Gerusalemme e un nuovo tempio dal quale sgorgherà un’acqua piena di vita e benedizione: irrigherà campi e porterà addirittura vita al Mar Morto. Sarà un tempio ove si vivrà finalmente una relazione autentica con Dio in grado di far sbocciare giustizia, pace e concordia. 

Nel Vangelo Gesù entra in quel tempio sognato da Ezechiele prima della Pasqua, la festa delle feste e s’infuria per la distanza tra la visione del profeta e la realtà. Altro che acqua di benedizione e di pace: qui l’unica cosa che pare interessare sono le offerte, le ritualità esteriori, ma non la Vita! Per questo al tempio di pietre contrappone il suo corpo perché si può andare in Chiesa, fare grandi offerte e sacrifici, ma lasciare le proprie scelte, il proprio lavoro, i propri amori, le scelte politiche fuori… Gesù ricorda che a Dio non interessano buoi e capri sacrificati, ma giustizia, pace, fraternità, “amicizia sociale” (Papa Francesco, Fratelli tutti, 2). 

Oggi possiamo chiederci se noi cerchiamo una Chiesa di pietre di sasso, di ritualità senza corpi o una Chiesa di pietre vive, piccole gocce di quell’acqua che sgorga dal cuore di Dio per portare pace, fecondità, benedizione.

Signore le acque del tuo tempio portano benedizione, pace e fecondità: aiutaci ad essere piccole gocce di quest’acqua di vita per noi e per gli altri.

*Luca Vitali è presbitero della Comunità missionaria di Villaregia. Scrittore e teologo, attualmente vive il suo ministero a Forlì e svolge un dottorato in Spiritualità e missione presso la Facoltà Teologica del Triveneto. Da oltre 20 anni accompagna pastoralmente gruppi di giovani, parrocchie e percorsi di comunione missionaria in alcune diocesi.

Foto: pedro reis , http://www.ferras.at, CC BY-SA 2.5, via Wikimedia Commons
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