Nella Solennità di Cristo Re, il Vangelo ci ricorda che la vera regalità non è potere che domina, ma amore che si dona fino alla fine. Gesù regna non salvando se stesso, ma restando accanto all’umanità ferita. La sua forza oggi si riflette in chi serve senza calcolo: medici, operatori di pace, donne e uomini che rischiano la vita per custodire quella degli altri. È questa la via del “regnare servendo”, la sola capace di trasformare il mondo.
Meditazione a cura di padre Luca Vitali*, della Comunità Missionaria di Villaregia
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 23,45-53)
In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».
Commento al Vangelo
Abbiamo tutti uno strano rapporto con il potere e il nostro immaginario si riempie di fantasie soprattutto oggi ove il potere da alcuni è esercitato in modo piuttosto arbitrario. Comunque sia, nella maggior parte dei casi, per noi e per gli interlocutori di Gesù il potere è sinonimo di ricchezza, forza, benessere spesso accumulati a discapito di altri. Il Signore infatti è sulla croce e soldati, scribi e farisei lo insultano dicendogli appunto: “ha salvato gli altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto”. Secondo il loro ragionamento una persona potente non può che ‘passarsela benone’. Eppure non è così.
Il potere secondo Dio non si esercita con la forza, né fuggendo la sofferenza perché se non si è disposti a soffrire per gli altri non si può amarli. Gesù infatti regna sulla croce quando, dimentico di sé, si preoccupa di stare a fianco dei ladroni anche se qualcuno lo deride e uno dei ladroni lo schernisce: Lui resta mostrandoci fin dove arriva la sua onnipotenza amorevole. Gesù è Re perché non si preoccupa di se stesso, ma dona vita fino alla fine.
La sua Regalità oggi la vediamo in quelle persone disposte ad amare fino alla fine, fino a correre il rischio di soffrire, di rischiare la vita. Pensiamo ai medici che operano nella Striscia di Gaza, o in quegli Operatori di Pace sparsi nel mondo. Ma ci sono anche uomini politici capaci di un vero e proprio servizio alla collettività. Tra questi Giorgio La Pira, sindaco di Firenze dal 1961 al 1965. In un momento delicato del suo servizio alla città era stato duramente criticato per aver preso le difese dei poveri e dei senza casa ed egli, durante una seduta del Consiglio comunale risponde alle critiche così: “Signori Consiglieri, io ve lo dichiaro con fermezza fraterna ma decisa: voi avete nei miei confronti un solo diritto: quello di negarmi la fiducia! Ma non avete il diritto di dirmi: signor Sindaco non si interessi delle creature senza lavoro (licenziati o disoccupati), senza casa (sfrattati), senza assistenza (vecchi, malati, bambini, ecc.). È il mio dovere fondamentale questo: dovere che non ammette discriminazioni e che mi deriva prima che dalla mia posizione di capo della città -e quindi capo della unica e solidale famiglia cittadina- dalla mia coscienza di cristiano: c’è qui in gioco la sostanza stessa della grazia e dell’Evangelo! Se c’è uno che soffre io ho un dovere preciso: intervenire in tutti i modi con tutti gli accorgimenti che l’amore suggerisce e che la legge fornisce, perché quella sofferenza sia o diminuita o lenita. Altra norma di condotta per un Sindaco in genere e per un Sindaco cristiano in ispecie non c’è!”.
E tu cosa pensi del potere? Come vivi quello che ti è dato?
Signore, tu sei il Potentissimo e ami senza misura. Sei l’onnipotente e ti chini a lavare i piedi. Sei colui che abita i cieli e prediligi gli scartati. Manda su di noi il tuo Spirito e insegnaci a regnare servendo come hai fatto TU.

*Luca Vitali è presbitero della Comunità missionaria di Villaregia. Scrittore e teologo, attualmente vive il suo ministero a Forlì e svolge un dottorato in Spiritualità e missione presso la Facoltà Teologica del Triveneto. Da oltre 20 anni accompagna pastoralmente gruppi di giovani, parrocchie e percorsi di comunione missionaria in alcune diocesi.