«Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Questo Vangelo ricorda che noi possiamo fare tante scelte radicali di preghiera e povertà, ma se poi custodiamo un’immagine di Dio forte e potente, non riconosceremo Gesù all’opera. La fede infatti ha bisogno di occhi nuovi su Dio e sugli altri. Scrive Papa Leone: “il Vangelo è annunciato correttamente solo quando spinge a toccare la carne degli ultimi e avvertendo che il rigore dottrinale senza misericordia è un discorso vuoto” (DT 48).
Meditazione a cura di padre Luca Vitali*, della Comunità Missionaria di Villaregia
Dal Vangelo secondo Matteo Mt 11,2-11
In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».
Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”.
In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui».
Commento al Vangelo
“Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere?”.
In questo tempo d’Avvento stiamo invocando la venuta del Signore il quale ha bisogno di un varco per raggiungerci. Varco che, visti i nostri alti e bassi, è lui stesso a prepararsi per poterci stare a quella giusta “distanza dell’incontro”. La Sua è la via santa, il sentiero sul quale i salvati potranno tornare a Lui e alla verità di loro stessi, la via della nuova umanità che continua a invocare con il Salmo: “Vieni Signore, a salvarci” e che, come Giacomo nella seconda lettura, è paziente e perseverante.
La strada a Gesù è, per il Vangelo, preparata da Giovanni il Battista. Un profeta, anzi più di un profeta.
Egli infatti ha scelto di abitare nel deserto, il luogo del primo amore, lo spazio del silenzio e della preghiera. Senza di queste è infatti impossibile rendere le nostre vite realmente umane e significative. Egli inoltre non è una canna sbattuta dal vento, ma è una persona solida, stabile, perché la sua casa è costruita sulla roccia.
Non ostenta, ma vive nella semplicità. Nonostante sia figlio di un sacerdote non indossa gli abiti del ruolo e del potere, ma quelli umili della profezia per testimoniare la venuta di Dio. Però, e in questo caso il però è d’obbligo, nonostante tutte queste caratteristiche positive il Battista si è scandalizzato di Gesù. Annunciava la venuta di un Dio forte, potente, vittorioso, capace di cacciare i nemici e instaurare il Regno d’Israele… (come alcuni fanno anche oggi…!).
Gesù invece ha aperto la strada del Regno aprendo gli occhi ai ciechi, facendo saltellare gli zoppi, guarendo i lebbrosi, facendo udire i sordi, resuscitando i morti e annunciando il Vangelo ai poveri. Davvero un’altra prospettiva!
Questo Vangelo ricorda che noi possiamo fare tante scelte radicali di preghiera e povertà, ma se poi custodiamo un’immagine di Dio forte e potente, non riconosceremo Gesù all’opera.
La fede infatti ha bisogno di occhi nuovi su Dio e sugli altri. Scrive Papa Leone: “il Vangelo è annunciato correttamente solo quando spinge a toccare la carne degli ultimi e avvertendo che il rigore dottrinale senza misericordia è un discorso vuoto” (DT 48).
Nel diario di Avvento oggi prova a scrivere qualcosa che ti scandalizza di Gesù, che proprio non capisci del suo Vangelo: l’amore ai nemici? la scelta dei poveri? il perdono a oltranza? In clima di preghiera scrivi lentamente un elenco di cose e poi soffermati su quell’aspetto che più brucia e prova a raccontarlo a Lui. Chiudi l’esercizio domandando a Dio di convertire la tua mente e il tuo cuore!
Signore i tuoi pensieri non sono i nostri pensieri e le tue vie non sono le nostre vie. Manda su di noi il tuo Spirito perché sappiamo vederti all’opera nel mondo e collaborare con Te!

*Luca Vitali è presbitero della Comunità missionaria di Villaregia. Scrittore e teologo, attualmente vive il suo ministero a Forlì e svolge un dottorato in Spiritualità e missione presso la Facoltà Teologica del Triveneto. Da oltre 20 anni accompagna pastoralmente gruppi di giovani, parrocchie e percorsi di comunione missionaria in alcune diocesi.