Le Beatitudini non sono parole lontane dalla vita, ma una mappa per camminare nel quotidiano con lo stile di Gesù. In questo Vangelo il Signore chiama beati i poveri, i miti, i misericordiosi, gli operatori di pace: uomini e donne che scelgono di amare anche quando costa. La meditazione di sr. Rosanna Marchetti, missionaria dell’Immacolata – Pime in Amazzonia, ci aiuta a scoprire che la vera gioia nasce dal dono di sé, dalla fiducia in Dio e dalla capacità di costruire relazioni più giuste e fraterne, anche nelle situazioni più faticose della nostra vita.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5,1-12a)
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
Commento al Vangelo
Oggi il Vangelo ci parla delle beatitudini che ci invitano ad assumere lo stile di vita che va controcorrente. Gesú, vedendo le folle, sale sul monte, si siede e si rivolge ai discepoli annunciando le Beatitudini. Parla ai discepoli, ma anche le folle lo ascoltano: é un discorso per tutti. È uno dei 5 grandi discorsi di Matteo que riportano alla mente i cinque libri della Torah, Gesú ci insegna cosí una “nuova legge”.
Le Beatitudini indicano un cammino e una profezia. Un cammino perché propongono di vivere secondo lo stile di vita di Gesú: essere poveri, miti e misericordiosi. Una profezia perché promettono un mondo nuovo, piú giusto e fraterno che si ottiene come dono, per la Grazia di Dio: quelli que piangono saranno consolati, quelli sono miti possederanno la terra, gli operatori di pace saranno chiamati figli di Dio.
Il testo propone quindi un cambiamento di mentalitá, un altro modo di vedere e comprendere la realtá che ci circonda. Invita ad assumere e vivere i valori del Vangelo. É um lasciarsi purificare dallo Spirito di Dio per poter seguire con piú entusiasmo il Maestro ed essere liberi da ció che ci imprigiona impedendoci di “volare alto”, dalla mentalitá del “mondo” che persegue il successo, pensa che la giustizia si ottiene con la violenza e ripudia qualsiasi tipo di sacrificio in favore della vida dell’altro, non percependolo como fratello.
La felicità, la beatitudine nel senso evangelico, si raggiunge quando si progredisce coltivando la vita spirituale, camminando seguendo i passi che il Signore della storia ci insegna il servizio agli altri e ci invita a ascoltare e consolare, a farci prossimo dei piú fragili e vulnerabili. Ci rende operatori di Pace in un mondo dove il conflitto è di casa.
Il testo ci invita a fare l´esperienza di affidarsi a Dio, a donare la vita per la causa del Regno, a vivere nella pazienza dell´agricoltore che semina continuamente sostenuto dalla speranza che il seme dará buon frutto, a crescere nella capacitá di porre al centro della nostra vita l´Altro per eccellenza e non noi stessi. Solo cosí sapremo donare la nostra vita ed essere felici, perché finalmente saremo liberi per amare.
Sr. Rosanna Marchetti, missionaria dell’Immacolata – PIME