Essere sale e luce per la missione. Commento al Vangelo

Essere sale e luce, Gesù ci invita ad esistere per gli altri. Il Vangelo di questa domenica rivela il cuore della missione cristiana: una presenza che dà sapore alla vita del mondo e illumina le sue oscurità.

Meditazione a cura di Teresina Caffi*, missionaria Saveriana e biblista.

Dal Vangelo secondo Matteo, Mt 5,13-16

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

Commento al Vangelo

Queste similitudini, che seguono le Beatitudini, descrivono l’effetto di una vita che vi si ispira: essa diventa significativa per il mondo. Sono immagini che descrivono nel migliore dei modi la natura della comunità cristiana, di esistere non per sé stessa, ma per il mondo. Che senso ha un sacco di sale se non di rendere più saporose le pietanze? A che serve una luce che solo risplende, ma non illumina? Cristiani e chiesa, per nascita e vocazione, in uscita!

Come il sale, di cui nessuno si ricorda gustando il cibo, il discepolo, la discepola di Gesù sono chiamati a promuovere la vita profonda dell’esistente, in ogni ambiente, a suscitare in questo mondo i tratti del Regno, come servi di cui nessuno si accorge ma che rendono possibile il pranzo.

Come la luce, che nessuno guarda, ma che è posta in evidenza per illuminare, il vangelo vissuto in prima persona ha anche una visibilità di opere buone, che suscita stupore, lode a Colui che ne è la sorgente, il Padre! La novità evangelica va dunque promossa, incoraggiata e al contempo vissuta.

Al centro delle immagini, la città sul monte, a evocare che la testimonianza personale diventa anche comunitaria ed è un invito al mondo. La vita missionaria sperimenta che è la comunità che risplende che diventa invito a divenire discepoli di Gesù. È così che la chiesa cresce.

Il mondo oggi, forse particolarmente i Paesi d’Africa, sono attraversati da una ventata di spiritualità che sottolinea la lode, il ringraziamento, che moltiplica le preghiere e le benedizioni auspicanti salute e benessere, anche le offerte. Una spiritualità consolatoria, che poi deve porsi il problema delle sfide che la vita pone, malgrado le benedizioni e le preghiere.

Intanto, il mondo va per la sua strada. I migranti continuano a sprofondare in mare – si teme siano un migliaio quelli sprofondati in questi giorni nel Mediterraneo con l’uragano Harry –, le guerre continuano, i Palestinesi muoiono ancora a decine, ma ci siamo abituati; i grandi, Italia compresa, si sono appena accordati a Washington su come spartirsi e gestire i minerali strategici, poco importa che il popolo congolese dell’est stia patendo da trent’anni guerre a ripetizione per un progetto di accaparramento che non si è voluto fermare. Intanto i grandi si sono pure incontrati a Parigi per mandare al Congo aiuti umanitari, non la giustizia richiesta!

È tempo, per noi e per i Poveri fra cui viviamo, di riscoprire il volto esigente del Vangelo, il volto che non lascia nel buio nessun angolo della storia umana e senza sapore di giustizia nessuna iniziativa, sia ecclesiale, che politica, che economica…

Il mondo muore e noi leviamo canti di lode senza fine e facciamo offerte per dire grazie e ingraziarci altri benefici. Sacchi di sale accumulati, lampade accese a vuoto. Signore, aprici gli occhi sulla storia e dove c’è un grido che non manchi il nostro granello di sale e la nostra fiammella pur tremolante.

Foto di vined mind da Pixabay

suor Teresina Caffi, missionaria di Maria - Saveriana

* Missionaria saveriana, Teresina Caffi è nata nel 1950 a Pradalunga (BG), entra ventunenne fra le missionarie di Maria – Saveriane, a Parma. Licenziata alla Gregoriana in teologia biblica, ha svolto la sua missione prima in Burundi e poi nella Repubblica Democratica del Congo, dove si reca sei mesi l’anno per corsi.

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