Migranti, che paura!

di Redazione

Il nostro Paese si trova a essere una delle principali piattaforme di arrivo e transito di decine di migliaia di persone che fuggono da povertà estreme, disastri ambientali e guerre. Di fronte a questa drammatica situazione emergono fragilità sociali, culturali e organizzative che danno corpo e vigore a paure e insicurezze che attraversano profondamente le nostre comunità.

Una grande maggioranza di nostri concittadini sembra aver dimenticato che il nostro popolo è stato un popolo di migranti, sia all’interno del Paese, il nord industrializzato, che verso altri Paesi in tutti i continenti. Che la gran parte di questi nostri connazionali ha sofferto condizioni di vita indecenti, che a centinaia sono morti nelle traversate oceaniche, nei centri di accoglienza e nei veri e propri lager dove spesso venivano confinati.

Molti di questi italiani scappavano dalla miseria e dalla fame, cercavano di costruire un futuro attraverso una sicurezza economica e molto spesso contribuivano al sostentamento dei familiari più anziani e più fragili rimasti nei Paesi di origine.

Ma noi non abbiamo esportato solo forza lavoro e cultura materiale. Alcuni italiani che avevano maggiori difficoltà nell’integrarsi nei Paesi di destinazione hanno fornito la manodopera per la costruzione di imprese criminali, a cui ancora oggi alle volte in modo volgare veniamo associati.

Il nostro Paese sembra avere perduto la memoria di queste sofferenze che decine di milioni di italiani hanno patito. Dal generale senso di insicurezza verso il futuro che stiamo vivendo nascono e si propagano comportamenti razzisti, preoccupazioni e timori molte volte infondati, che potrebbero essere evitati attraverso politiche di cooperazione capaci di “rassicurare” e di mitigare i fenomeni più eclatanti.

In una realtà senza filtri, come quella di Facebook, le posizioni apologetiche espresse sono un pericolo reale che non possiamo trascurare e che non devono essere avallate nella nostra società. Episodi come quello di Macerata evocano con forza fantasmi e incubi di un passato che pensavamo non sarebbe potuto tornare. È il momento di schierarsi contro il razzismo. Una missione di vitale importanza che invita a riconoscere queste proposte vili e anticostituzionali con il loro nome, si chiamino Forza Nuova o Casa Pound. Avversando con la cultura e il pensiero ogni atto di squadrismo. E isolando e condannando con fermezza quanti cercano di strumentalizzare i fatti di cronaca per alimentare l’odio.

Photo by Ggia (Own work) [CC BY-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)], via Wikimedia Commons

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