Dal Kenya la testimonianza di Ludovico: “Seminiamo la gioia della missione”

di Ludovico Tenore

Mi chiamo Ludovico Tenore, ho 33 anni e sono di Mesagne, una cittadina in provincia di Brindisi nella regione Puglia. Ringrazio anticipatamente coloro che mi hanno dato la possibilità di condividere la mia esperienza di vocazione missionaria e cercherò di riassumere quello che è il mio cammino fatto finora senza stancarvi troppo!
Io sono un Missionario della Consolata, una congregazione religiosa dal carisma ad gentes fondata dal Beato Giuseppe Allamano nel 1901. Le mie forti esperienze di missione che finora ho vissuto sono state due: una in Argentina, nelle baraccopoli di Buenos Aires, e l’altra, dove in questo momento mi trovo, in Kenya, a Nairobi, dove allo stesso tempo sto anche studiando teologia. Argentina e Kenya, come potrete benissimo immaginare, sono due realtà molto diverse. Ma è stata l’esperienza in America Latina a cambiare la mia fede, a distruggere tutto ciò in cui avevo posto le mie certezze, mettendomi davanti agli occhi la realtà della vita e facendomi capire che il mondo è molto diverso da come lo immaginiamo e non è solo quello che viviamo ogni giorno nelle nostre comodità. Ma la missione non ti presenta solo difficoltà, ti regala anche tante emozioni, poiché la condivisione con la gente è il primo fine di noi missionari; non costruire chiese, scuole! Anche questo ovvio, ma prima di tutto viene la persona, l’ascolto. Potrete ben capire come ho sofferto molto il fatto di dover lasciare l’Argentina, una terra fantastica, una gente super accogliente… Ho dovuto obbedire ai miei superiori quando mi hanno comunicato che sarei dovuto venire qui in Africa. Ragazzi miei, qui non è davvero facile. Cultura, cibo, abitudini, modo di pensare e di affrontare i problemi, tutto è diverso. È tutto un altro mondo. Ho dovuto rivedere (e sto ancora rivedendo) la mia fede. Una fede che non trova pace poiché si sperimenta facilmente qui l’abbandono di Dio. Già, non mi vergogno a dirlo. A volte con Lui faccio a cazzotti. Ci sono situazioni qui che non sono facilmente giustificabili solo dicendo: “Dio è con noi”. No. Qui c’è veramente da affrontare la realtà, ogni giorno, rimboccandosi le maniche e dando il massimo, a volte anche andando oltre le forze che ci sono concesse. Però l’Africa è bellissima. Essa mi ha insegnato a non essere ansioso, ad affrontare i problemi con serenità, che a volte i fallimenti fanno parte della vita ma non sono essi a determinarla o ad avere l’ultima parola. Ho vissuto la mia seconda Pasqua qui in Kenya, quest’anno con tanta nostalgia della mia terra. Ma essere missionari porta a delle rinunce, a lasciare la famiglia, gli affetti più cari, seguendo quella voce da cui senti che dovrai prima o poi davvero lasciarti guidare.
Cari amici, magari non sarò stato esaustivo con queste parole, ma sapete… non è facile raccontare la missione. Bisogna viverla. Quindi il mio è un invito affinché ognuno di voi coltivi prima in se stesso e poi seminando intorno la gioia e la bellezza della missione. È tempo di andare, di uscire da se stessi. È tempo di incontrare. È tempo di amare.
Un abbraccio a tutti e grazie ancora per questa opportunità!
Dio vi benedica!

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