Le parole dell’attesa

di Patrizia Morgante

[Recensione libro] Le parole dell’attesa. In una stella ho trovato la libertà (San Paolo Edizioni, 2019)

“Senza la parola dell’altro
nessuno potrebbe vivere”

Questo è un testo pensato per il Natale, il tempo dell’attesa per eccellenza. In questi giorni di quarantena dovuti al Covid 19, l’ho ripreso in mano, o meglio ‘l’ho riportato al cuore’, perché me ne sono ricordata.
Ho comprato questo libro perché conosco l’autore, amico e pensatore che stimo profondamente e perché il titolo mi aveva risvegliato qualcosa dentro. Come un desiderio di non sapere cosa ci riserva la vita e quindi imparo la dimensione dell’attesa e dello stupore.
Le 90 pagine, divise in 5 parti, con i suoi aforismi e commenti mi accompagnano felicemente anche dopo e oltre il Natale. È uno di quei libri che sosta in una zona della casa dove passi spesso e, improvvisamente, sentendoti assetata lo prendi e ti disseti di qualcosa di profondo.
Ignazio ha uno stile di scrittura, che è frutto del suo modo di vedere e amare il mondo, che ai miei occhi me lo fa percepire femminile: poi rammento che è un grande pregiudizio che la capacità di essere generativi e profondi, sia una caratteristica delle donne. Ma rimane un aspetto del femminile, che abita in tutti e tutte noi.
“Chi ascolta si apre alla vita, poiché sa che le proprie parole non bastano”.
Ignazio invita in ogni pagina verso me e verso l’altro. Questo altro che ci fa paura e ci attrae allo stesso tempo. L’altro che può farmi del male e aiutarmi a risorgere.
Le sue parole sono un invito continuo a rimanere ancorati dentro di noi, ascoltando e seguendo i nostri desideri profondi, e volgere lo sguardo, il corpo, l’anima all’altra, all’altro: perché senza il suo sguardo che ci accarezza, la vita non circola.
In un momento come questo, nel quale non possiamo avvicinarci, abbracciarci, diventa ancora più vitale questo contatto con il me profondo e con un altro che devo proteggere da me, e al quale mi sento connessa, come se tutto dipendesse da tutti.
“La creatività non è di tutti, dimora solo nei cuori e nelle mani di chi è capace di superare la paura del nuovo”.

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