«Così è cambiata la mia vita». La testimonianza di suor Maria Chiara, malata di coronavirus

di Suor Maria Chiara *

Ebbene sì! Non so come, dove e quando, ma da tre settimane sto condividendo la mia vita con questo ospite inatteso. La vita ha dovuto subire, da un giorno all’altro, un cambiamento radicale: niente vita fraterna, niente preghiera comunitaria, niente relazioni libere, niente servizi quotidianamente dati e ricevuti con spontaneità, base solida su cui costruire relazioni vere e piene.
Eppure sono fortunata! Da subito ho avuto tutte le medicine del caso: tachipirina per la febbre, sciroppo per la tosse, vitamine per rafforzare le difese immunitarie, fermenti lattici per i problemi intestinali, pastiglietta per dormire e poi le mascherine per uscire a fare due passi sul corridoio e tanta attenzione da parte delle mie sorelle. Dopo una notte molto faticosa, pensando a quanto stavo vivendo mi sono detta: non mi dispiace morire e una lacrima è scesa dal mio occhio destro.
Sono fortunata! Ho le sorelle che si occupano di me. Mi portano da mangiare, mi comunicano le notizie, portano avanti la quotidianità con le sue mille piccole cose.
Sono fortunata! La mia è una forma lieve, ci vuole solo tanta pazienza e tanta attenzione per evitare di trasmettere il virus alle altre sorelle, specialmente quelle più anziane. Prima mi prendevo cura di controllare la glicemia, di eseguire l’insulina, di fare le iniezioni, di assistere la sorella più anziana nella doccia, aiutarla a vestirsi e svestirsi e tutti quei piccoli servizi necessari agli anziani. Ora devo prendermi cura di lei stando alla larga, evitando contatti di ogni genere. Ci salutiamo a distanza di sicurezza, lei mi informa dei suoi valori glicemici e dei suoi dolori nuovi e antichi. Non manca di darmi qualche notizia e mi lascia sullo sgabello, fuori dalla mia cella, una banana arrivata dalla provvidenza.
Sono fortunata! Ho una finestra grande, si affaccia sul prato che si sta sempre più rinverdendo. La piccola betulla si sta riempiendo di foglioline e le montagne, tutt’intorno, mostrano tonalità diverse di verde e marrone. Gli uccellini vanno avanti e indietro a prendere le bricioline di pane che le sorelle donano loro quotidianamente. Ogni tanto si sente la sirena dell’ambulanza: una persona grave, che non riesce a respirare, strappata alla cura dei suoi cari, dopo l’ultima carezza, l’ultimo sguardo d’amore. Prego, spero, affido a Lui.
Sono fortunata!Le mie giornate trascorrono lente, con tante ore silenziose riempite dalla presenza del Signore. E penso alle corsie degli ospedali, agli ospedali da campo, ai check-point sanitari, alle ambulanze e ai volontari. L’impossibilità per medici, infermieri e operatori sanitari di fare le cose con calma e con la consueta attenzione e precisione, ma costretti ad agire in fretta basandosi sull’esperienza, sui protocolli e dovere rinunciare quasi completamente a quella relazione d’intesa tra paziente e chi si prende cura di lui.
Eppure tengono duro, sostenuti dalla loro tenacia per la vita.
Sono fortunata! E penso ai poveri, ai migranti, alle persone disagiate e a quelle che vivono in mezzo ai conflitti. La carità non si ferma, ma per loro i disagi sono aumentati: una paura in più, un rischio in più.
Totalmente indifesi, non possono prendere precauzioni, stare chiusi in una casa che non hanno, evitare assembramenti nei campi o sui barconi…semplicemente non possono. Possono solo sperare.
Sono fortunata! Il mio Dio non ci ha ingannato. Il suo amore è più forte della morte. Gesù poteva scendere dalla croce, ne aveva il potere, ma non lo ha fatto. Era necessario che rimanesse lì ad accogliere quanti non possono scegliere se vivere o morire. È rimasto lì per dirci: “Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!”Gv 16,33. Perché questo virus, terribile, è mondo, fa parte della realtà mondana che la Pasqua di Gesù ha trasformato. Alla fine il Signore risorto “asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non vi sarà più la morte né lutto né lamento né affanno, perché le cose di prima sono passate”Ap 21,6 e la Vita risplenderà.

* Sorella Clarissa del monastero Santa Chiara di Bienno (BS)

Monastero-Clarisse-di-Biennio

Nella foto la Cappella del Monastero delle Clarisse a Bienno (BS)

Lascia un commento