Toccare per credere | Il commento al Vangelo di Don Cosimo Schena

di Don Cosimo Schena *

È passata una settimana dalla Pasqua e oggi ci ritroviamo a celebrare la seconda domenica di Pasqua. Oggi Gesù si mostra ai discepoli, si fa vedere e si fa toccare da loro con mano. Ma in questi giorni della settimana la liturgia ci ha presentato vari momenti in cui Gesù è apparso ai suoi discepoli e alle donne, mostrandoci come la logica di Dio va sempre contro la nostra logica. Oggi sembrerebbe quasi normale che egli potesse apparire alle donne ma ai tempi di Gesù le donne non contavano nulla e vediamo, infatti, che i discepoli non credono subito alle loro parole. Pietro e Giovanni corrono per andare a vedere se è veramente risorto. Poi Gesù si fa vedere dai due discepoli di Emmaus e quando i discepoli si ritrovano insieme appare di nuovo per mostrare loro che egli è risorto e che è ancora vivo e in mezzo a noi.

Tommaso e il bisogno di toccare per credere

Il Vangelo di oggi vede come protagonista Tommaso che vuole toccare con mano, vedere di persona, verificare con i propri occhi. Anche noi non siamo molto lontani dal suo atteggiamento: tante volte i nostri dubbi di fede e la nostra lontananza verso Dio sono dovuti proprio al fatto che non lo vediamo e non lo tocchiamo. Ma se guardiamo un attimo nella nostra vita, possiamo vedere come Dio sia sempre presente. Se penso a quei momenti in cui siamo stati veramente tristi e soli o ai momenti di grande sofferenza, come quello che stiamo vivendo in questo tempo, notiamo che nonostante tutto siamo riusciti ad andare avanti perché c’era qualcuno che da dietro ci spingeva. Quel qualcuno è appunto il Signore.

Nel Vangelo di oggi, oltre a farsi vedere di nuovo dai discepoli, ci fa un dono ancora più grande: quello dello Spirito Santo. Soffiando lo Spirito sui discepoli, Cristo lo soffia anche su di noi per dire a tutti noi che Lui è presente in tutte le vite degli uomini.

In questo tempo in cui ci sentiamo più soli che mai, penso a tutte quelle persone che sono chiuse da un mese in casa, senza nessuno, soprattutto agli anziani che nessuno va più a trovare. Con il cuore in mano vi dico: non siete soli! Dio è con voi e presto tutto passerà e sarà più bello di prima! Continuiamo a pregare perché il Signore ci aiuterà.

Buona domenica e un abbraccio forte

* Don Cosimo Schena, sacerdote, poeta e filosofo. Parrocchia Mater Domini di Mesagne (BR). Autore di Terra e Missione

Cosimo-Schena

Don Cosimo Schena @doncosimoschena

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 20,19-31) 

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso incredulo e credente
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Lo scopo di questo libro
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

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