«La missione, un posto dove sentirsi a casa». Testimonianza di una vocazione

Il grande dono della vocazione alla missione attraverso le parole di suor Joan Agnes Matimu, superiora regionale in Kenya delle missionarie della Consolata

di Redazione

Nell’enciclica Redemptoris Missio, al numero 61, San Giovanni Paolo II scriveva: “Non c’è testimonianza senza testimoni, come non c’è missione senza missionari. Perché collaborino alla sua missione e continuino la sua opera salvifica, Gesù sceglie e invia delle persone come suoi testimoni e apostoli: «Sarete miei testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra». (At 1,8).

Suor Joan Agnes Matimu attualmente si trova in Kenya, suo Paese di origine, costretta come tutti noi a rimanere in casa per l’emergenza coronavirus, ma nella sua vita di missionaria ha viaggiato in lungo e in largo. Ha vissuto molti anni in Argentina, Tanzania e Italia. Poi è tornata in Kenya, con la responsabilità di accompagnare tutta la regione che comprende anche altri sei Paesi in cui la congregazione è presente: Tanzania, Etiopia, Mozambico, Liberia, Guinea Bissau e Gibuti.
La sua vocazione missionaria è nata in lei quando era molto piccola. Così l’ha raccontata al nostro blog:

“Sono nata in Kenya in una famiglia numerosa. Quando ero piccola con noi c’era sempre una ragazza che aiutava mia madre nelle faccende di casa, ma da un giorno all’altro non la vidi più. Chiesi a mia madre cosa fosse successo e lei mi spiegò che aveva deciso di farsi suora. Questa cosa per me costituiva un grande mistero e allo stesso tempo mi toccava profondamente.

Qualche anno dopo, all’età di 12 anni, entrai a far parte del coro della mia parrocchia. Anche la mia famiglia era molto religiosa e i miei genitori facevano parte di un gruppo a livello nazionale, a cui partecipava anche una missionaria della Consolata. Quando lei seppe di me cominciò a inviarmi dei libretti sulla missione. Ricordo che mi piacevano moltissimo! E in uno di questi libri si parlava di una missionaria italiana, sr. Prisca Groppo, che era morta quando era molto giovane.

La storia raccontava che mentre Prisca partecipava con altre ragazze al funerale di una missionaria della Consolata, toccata profondamente da questo avvenimento, fece la promessa al Signore di diventare suora non appena avesse terminato i suoi studi in medicina, per andare in Africa e prendere così il posto della sorella che era venuta a mancare. Questa promessa, formulata nel suo cuore, non fu solo una fantasia ma venne mantenuta puntualmente: Sr Prisca andò in Kenya come missionaria e fondò anche un ospedale, il “Nazareth Hospital”, che ancora oggi è presente nella nostra missione. Purtroppo qualche anno dopo morì tragicamente in seguito ad un incidente stradale.

Leggendo la sua storia mi sono detta: Prisca non è riuscita a mantenere la promessa che aveva fatto al Signore perché è morta quando era molto giovane. In quel momento ho fatto io stessa la promessa al Signore che avrei studiato come infermiera e sarei diventata missionaria della Consolata per aiutare i più poveri.

Questo è il cammino che il Signore ha scelto per dirmi che mi voleva missionaria, per portare a quanti non lo conoscono il messaggio che Lui è il grande consolatore e che li ama profondamente. Ogni giorno scopro quanto prezioso sia il dono che Dio mi ha fatto. Quando studiavo per diventare infermiera confidai il mio desiderio di voler entrare a far parte dell’istituto a Leonella Sgorbati, una nostra suora che di recente è stata proclamata beata e che all’epoca era la responsabile della scuola. Ricordo, come se fosse oggi, che lei si sedette davanti a me e con i suoi occhi profondi, come se vedesse il mio cuore, disse che ringraziava il Signore di avermi chiamato in questa famiglia e che per me sarebbe stato un grande dono quello di essere missionaria perché, per tutto quello che avrei lasciato, avrei trovato cento volte di più. E per me è stato proprio così! Anche se in famiglia eravamo in nove, nella nuova famiglia della Consolata ho trovato tante sorelle con cui poter sognare la missione, gioire con loro e insieme a loro donare la vita! Non importa in quale parte del mondo io mi trovi. Ogni volta posso dire: mi sento a casa!

Ascolta il racconto di Sr. Joan Agnes su SoundCloud!
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