Social media, la nuova frontiera della missione

di Anna Moccia

Si può fare missione attraverso i social? “Le piattaforme social sono la nuova frontiera per comunicare la missione”, sostiene p. Simone Caelli, missionario del Pime, che dal 2018, è parroco della chiesa di Mary Queen of Apostles a Parañaque City (Metro Manila).

“Soprattutto in questo momento di crisi legato alla pandemia – dichiara p. Simone -, per la Chiesa è importante esser presente sui social, che sono diventati la nuova frontiera per l’evangelizzazione. Anche la nostra parrocchia ha una pagina Facebook, che nelle Filippine è il social più diffuso, e i nostri fedeli, perfino i più anziani, apprezzano molto questa nuova forma di promozione della fede”.

“Possiamo considerare i social come un grande “megafono” – afferma il missionario – perché utilizzando queste piattaforme riusciamo a fare in modo che molta gente ci ascolti. E dato che oggi in rete circolano molte fake news e messaggi negativi, è importante essere presenti per trasmettere messaggi positivi e incoraggiare i fedeli alla vita del discepolato missionario”.

Da solo, però, il mondo virtuale non basta: “abbiamo bisogno del contatto umano – conclude p. Simone -, di relazioni che nascono dall’incontro reale. I sacramenti sono molto concreti, ad esempio il pane e il vino ci ricordano che alla radice della nostra fede cristiana c’è un segno reale. Tuttavia, le piattaforme web sono un bel modo per condividere storie e testimonianze e richiamare la realtà che poi va vissuta ogni giorno”.

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