Il kongolò e la forza della Parola. Storie di vita missionaria in Congo

di Sr. Maria Rosa Venturelli *

Giunsi nella missione di Isiro negli anni dopo il Vaticano II°. Avevo fatto gli studi teologici, che mi avevano fortemente formato nella dimensione della consacrazione al Signore e non solo. Ricordo il prof. Marsili, benedettino, che con i suoi corsi di liturgia, veramente formò in me un’anima liturgica e di questi corsi vivo tuttora nella mia memoria.

Arrivata in Africa, con tutta la freschezza di una giovane donna di 26 anni, con l’ansia apostolica in cuore di cui parlava il Fondatore Daniele Comboni, mi buttai a capofitto nel ministero pastorale. Nella missione c’era il Catechista Malode, e altri ancora, ma lui era la figura di spicco. Giovane, sposato, attento al nuovo, aperto e disponibile. Non aveva figli, non potevano averne, la moglie era sterile. Un giorno proposi a lui e a sua moglie, e a poche altre persone, tutte adulte, di iniziare un gruppo di preghiera sulla Parola di Dio. Era una novità, nessuno lo faceva ancora. I germi, gli spunti, le novità del Vaticano II° arrivavano a rilento in un contesto così lontano geograficamente. Lavoravamo ancora con il ciclostile, con la macchina da scrivere portatile e manuale. Nemmeno il fax esisteva. E nemmeno il telefono. Con i miei genitori parlavo via radio amatori due volte l’anno, il giorno di Natale e a Pasqua.

Malode e sua moglie, e alcuni altri, accettarono di iniziare questo gruppo, ci radunavamo in una saletta fuori dalla nostra casa ogni settimana, alla mattina, dopo la Messa alla missione. Per Malode soprattutto era una grande scoperta, gli piaceva leggere e poi riflettere e pregare sulla liturgia della Parola della domenica seguente, il suo cuore vibrava con la Parola. Era bello vederlo e gustare la sua sete di approfondirla interiormente. Dopo diversi incontri sua moglie disse che era una donna, a lei non interessava, era per il catechista suo marito. Essendo quasi analfabeta si sentiva a disagio e sentiva su di sé fortemente il peso della sua sterilità, essendo la moglie di un catechista.
Il gruppo continuò per diverso tempo, fu un tempo di formazione spirituale per tutti noi, evangelizzandoci a vicenda attraverso la Parola della Scrittura, in modo semplice ma provocante.

Dopo diversi anni Malode iniziò a bere alcol, soprattutto il tipico “kongolò”, bevanda estratta dal tronco di una particolare palma. Questo albero quando aveva circa 25 anni di vita, era maturo per offrirci il suo succo interno, nascosto nel tronco, dal basso verso l’alto. Si operava una apertura sulla sommità del tronco e giorno dopo giorno, fuoriusciva un liquido, di colore bianco, frizzante, fresco, con alcuni gradi alcolici. Gli uomini soprattutto lo bevevano al mattino, quando erano ancora digiuni. Se passavi davanti a una di queste palme, venivi invitata, dovevi assolutamente bere dal bicchiere di legno che loro avevano e che veniva passato di mano in mano. Era dolce e proprio fresco, bisognava berne poco, andava subito alla testa, particolarmente se non avevi mangiato. Il kongolò usciva per diverse settimane e poi la palma moriva. Una sola volta in vita dava il suo frutto.

Il nostro Malode dopo diversi anni, visse una forte crisi nel tempo del suo ministero apostolico come catechista, inoltre non aveva figli e la sua famiglia spingeva verso la poligamia ufficiale, per avere una discendenza. Lui non accettò mai, ma prese a bere con gli amici. La moglie soffriva molto in silenzio, non sapendo cosa fare e come aiutarlo.

Suggerii al parroco di trovare un metodo per aiutarlo. Malode era bravo come catechista, aveva una ricca esperienza di Dio, perché perderlo così? Cercammo dei metodi che esistevano già un po’ ovunque per aiutarlo. Alcuni metodi non funzionarono, finalmente uno funzionò a dovere. Malode perse il desiderio del bere e ritornò a essere il fecondo catechista che avevo conosciuto tempo prima. La moglie gioì molto. Malode un forte catechista, che non si saziava mai di imparare la Parola di Dio.
Ora sei nella Pasqua eterna e prega per noi!

Maria-Rosa-Venturelli

* Sr. Maria Rosa Venturelli, missionaria comboniana. Ha lavorato per 12 anni in Zaire (attuale Repubblica Democratica del Congo). Autrice di Terra e Missione

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