Dalla pienezza della vita contemplativa la fecondità della missione

di sr. Maria Rosa Venturelli*

Alcune settimane fa, entrando in contatto per motivi di lavoro con un Monastero Benedettino di una città italiana, ho chiesto se per caso volessero adottarmi nella preghiera, pregando per me e la missione ad gentes, per ogni giorno della mia vita. La risposta della Madre abbadessa è stata velocissima nel giro di due giorni: “Carissima sr Maria Rosa non avevo il piacere di conoscerla ma adesso, con lettera, foto e immagine del santo Comboni, è entrata nella mia vita ed è come se l’avessi conosciuta da sempre. Evidentemente è una brava missionaria se è capace di instaurare subito rapporti di amicizia. Seguiamo le missioni dei comboniani attraverso la lettura della rivista e perché capita di conoscere sacerdoti comboniani, ultimo Padre Treglia. Volentieri l’adottiamo ben sapendo che è soprattutto la fede di chi ci chiede la preghiera che apre il cuore di Dio. Un fraterno abbraccio. Madre Agata

Questo evento di adozione nella preghiera, mi ricorda quanto scriveva il nostro Fondatore san Daniele Comboni nei suoi Scritti. “In Francia, in Belgio, in Germania, in Italia, ho più di 200 Monasteri e case religiose che pregano il buon Dio che io riesca a portare la luce della santa fede nell’interno dell’Africa, ove già più volte fui vicino alla morte…finora il Buon Dio nella sua infinita misericordia mi ha sempre aiutato… la preghiera di tante anime deve trovare ascolto presso il Cuore Sacratissimo di Gesù “nel dare a chi chiede e nell’aprire a chi bussa” …. L’Opera della conversione dell’Africa è tra le più importanti del nostro tempo. È molto difficile ma Dio aiuterà. Oh! Preghi e faccia pregare, e Iddio la ricompenserà al centuplo” (lettera alla Madre Abbadessa Maria Michela Mueller, a Salisburgo, dal Cairo, 4 aprile 1869).

E ricordo ancora. Il mercoledì 16 luglio 2018, essendo a Cracovia per lavoro, sono stata a visitare il Carmelo, dove viveva suor Elisabetta della SS.ma Trinità. Nel 2003, quando ero ancora in Polonia, in occasione della Canonizzazione di Daniele Comboni, nostro Fondatore, come comunità delle sorelle comboniane, abbiamo scritto da Varsavia a tutte le monache di clausura nell’intero Paese, ricordando appunto l’esperienza di Daniele sopra citata.
Noi abbiamo fatto lo stesso, in più abbiamo chiesto se c’erano “sorelle di clausura” disponibili ad adottare ciascuna di noi nella preghiera (allora eravamo tre suore e due novizie), ogni giorno pregare per la nostra vocazione e la nostra missione evangelizzatrice. Siamo state accettate.

A me ha risposto il Carmelo di Cracovia – attraverso la sorella Elżbieta della SS. Ma Trinità – che mi ha adottato subito, pregando ogni giorno per me, per tutta la durata della mia e sua vita. Abbiamo sempre mantenuto fra noi un rapporto epistolare, raccontandoci a vicenda l’opera di Dio. Ma mai ci eravamo incontrate di persona.

Nel 2018 è venuta questa occasione e durante una pausa di lavoro, sono andata al monastero per incontrare sr. Elisabetta, questa donna consacrata che sempre mi accompagna con la sua preghiera quotidiana carmelitana. Nel monastero erano in 15 monache, da dieci anni non avevano vocazioni, ma quell’anno avevano due giovani che si stavano preparando. Diverse di loro erano anziane o malate. Incontrarci per la prima volta di persona è stato proprio emozionante. Da poco lei vive in cielo.

Come sempre le monache hanno uno sguardo limpido, profondo, caldo, vivace. Ti entra nell’anima. Emozione è dire poco. Ci siamo incontrate nello spirito della diversa vocazione che avevamo, mantenendoci unite nel Cuore del Risorto, che accompagna con la Sua misericordia i nostri diversi cammini. Il patto di preghiera, con questa mia visita a quattr’occhi, si è davvero fortificato.

Preghiera e Missione insieme ogni giorno, donne consacrate nella fraternità donataci dal Signore. Grazie sr. Elisabetta! Grazie Madre Agata!

* Sr. Maria Rosa Venturelli, missionaria comboniana. Ha lavorato per 12 anni in Zaire (attuale Repubblica Democratica del Congo) e 10 anni in Polonia. Autrice di Terra e Missione

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