Human Library: i libri sono uomini e donne viventi

“Libri viventi” per abbattere pregiudizi, stereotipi e discriminazioni. L’esperienza vissuta con gli studenti del Liceo Farnesina a Roma

di sr. Maria Rosa Venturelli*

Ho vissuto una bella esperienza con ragazzi e ragazze del Liceo Farnesina a Roma. L’insegnante di religione, Mara Muratori, mi aveva contattata per partecipare al progetto “The Human Library” – “La biblioteca dei libri viventi”. Il liceo lo aveva adottato come esperienza umana e sociale significativa, in vista della comprensione delle diversità, al fine di creare comunità umane integrate, attraverso la valorizzazione delle differenze culturali, religiose, sociali, etniche.

Cos’è una biblioteca vivente

Biblioteca Vivente, traduzione italiana del termine Human Library, è un metodo innovativo, semplice e concreto per promuovere il dialogo, ridurre i pregiudizi, rompere gli stereotipi e favorire la comprensione tra persone di diversa età, sesso, stili di vita e bagaglio culturale.
I Libri viventi sono persone che si rendono disponibili a condividere le proprie esperienze e i propri valori con altri. L’esperienza nasce in Danimarca nel 1993 e anche il Consiglio d’Europa nel 2003 ha incoraggiato questa esperienza di dialogo, integrazione e solidarietà fraterna attraverso l’educazione.

Come funziona la Human Library?

I giovani liceali vengono suddivisi in gruppi di 6/8 studenti e per una mezz’ora, attorno a un tavolo, ascoltano l’esperienza di vita di una persona invitata, seguita da domande. Il libro vivente si svela e si lascia sfogliare dai ragazzi/e uditori. Non c’è dibattito. C’è chi parla e chi ascolta.

Nel 2019 circa 150 studenti hanno partecipato alle due edizioni della Human Library, con le esperienze viventi più diverse: dalla droga al carcere, dagli zingari a scelte di vita controcorrente, dalla conquista dei propri diritti a questioni di identità personale. La prima si è svolta il 9 dicembre 2019 e la seconda il 26 febbraio 2020, ne sarebbe seguita una terza il 16-17 marzo, sospesa per l’esperienza del Covid-19. Si riprenderà a primavera 2021.

Le impressioni a caldo degli studenti coinvolti parlano di un accresciuto senso di umanità, di stupore e di empatia, di voglia di andare a leggere, sulla carta, le storie pubblicate dai Libri appena incontrati. Non c’è crisi editoriale in questo campo.

Le storie viventi della Human Library di Roma

Tra le storie viventi raccontare fino ad oggi ci sono state: Jelena: la mia storia di donna Rom – Cosimo: il riscatto oltre le mura del carcere a vita – Sr. Maria Rosa, Missionaria Comboniana: una rivoluzionaria con il velo – Andrea: ritrovarsi in fondo a un bicchiere – Estela, Secolare Scalabriniana: la giusta strada – Roberto: rabbia e luce nella solitudine – Maria Vittoria: Maledetto 1989 – Vincenzo: in bilico tra bene e male – Isaa Rola, studentessa universitaria ACSE: da Damasco a Roma, la mia città in fiamme – Mahmoud: quando in arabo dici “hawia” – Pamela, studentessa universitaria ACSE: le notti sono nere come la pece, ma non smetto mai di sognare e sperare; Carmela, volontaria USMI: una donna nella Marina.

Una libreria di voci inascoltate

Sappiamo perfettamente che chi vive ai margini normalmente non ha la possibilità di esprimere il proprio punto di vista. Questa esperienza serve soprattutto a questo, a generare una corale di voci inascoltate, perché si creino nuove connessioni, perché si rafforzi la fiducia all’interno della comunità cittadina, si favorisca uno strumento di consapevolezza che incrementi l’empatia e prevenga i conflitti. Stare seduti a pochi centimetri dall’altro e avere un tempo e uno spazio all’insegna dell’intimità e del raccoglimento, non può che avvicinare le persone. E cambiare gli stati d’animo, che poi cambiano le convinzioni, che poi cambiano le azioni.

Storie vere, sempre vere, intense e che possono aiutare ad aprire gli occhi sul mondo, sui volti che ogni giorno sfioriamo. Un esperimento audace che sicuramente accompagnerà nella loro crescita i giovani del Liceo Farnesina.

Sr. Maria Rosa Venturelli, missionaria comboniana

* Sr. Maria Rosa Venturelli, missionaria comboniana. Ha lavorato per 12 anni in Zaire (attuale Repubblica Democratica del Congo) e 10 anni in Polonia. Autrice di Terra e Missione

Crediti foto: Biblioteca Vivente FSZ

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