“Un piano di vita” per salvare l’Amazzonia

Come salvare l’Amazzonia. Questa è la domanda a cui il mondo deve trovare presto una risposta. Le organizzazioni indigene chiedono azioni immediate per aiutare un popolo straziato dalla pandemia e una terra devastata dall’industria estrattiva.

di Anna Moccia

L’Amazzonia, vitale per la stabilizzazione del clima del pianeta e per il futuro dell’umanità, sta vivendo attualmente un’escalation di pandemie. Per questo motivo, i popoli amazzonici, le organizzazioni sociali, femminili, ambientaliste, culturali, religiose, dei diritti umani e della natura, hanno lanciato un “Plan de Vida (Piano di Vita)” per salvare l’Amazzonia. Un manifesto nato alla chiusura dell’evento virtuale “El Grito de la Selva, Voces de la Amazonia” (Il grido della foresta, voci dell’Amazzonia), tenutosi il 26 e 27 febbraio 2021.

Il Grido della Foresta. Locandina evento delle popolazioni indigene Amazzonia

Il documento presenta cinque assi prioritari di azione:

  1. Solidarietà e azioni immediate per affrontare l’emergenza sanitaria di Covid-19 in Amazzonia;
  2. allontanarsi dal punto di non ritorno per l’Amazzonia;
  3. adoperarsi per la giustizia climatica e ambientale;
  4. promuovere l’autogoverno dei territori e la governance inclusiva;
  5. promuovere una mobilitazione del pianeta per salvare l’Amazzonia.

Nel testo le organizzazioni denunciano la drammatica situazione dell’Amazzonia. A partire dalla seconda ondata di covid-19, con un’altra variante che ha colpito la città di Manaus, in Brasile, causando più di 50.000 morti in tutta la Panamazzonia. Passando poi per i problemi legati alle attività estrattive dei settori minerario, agroalimentare ed energetico che hanno distrutto il territorio amazzonico negli ultimi decenni e non si sono fermati neanche nel mezzo della crisi del covid-19.

C’è poi il problema della violenza e di un atteggiamento predatorio, colonialista e razzista che aumenta disuguaglianze e povertà, determinando un aumento del numero di donne scomparse e alti tassi di femminicidio, che spesso rimangono impuniti.

Tra gli omicidi più recenti, quello del leader indigeno Herasmo García Grau, membro della comunità Sinchi Roca. Durante il seminario online è stato Gregorio Díaz Mirabal, coordinatore generale del Coordinamento delle organizzazioni indigene della Conca Amazzonica (Coica), a dare notizia della sua scomparsa, “avvenuta presumibilmente per mano dei narcotrafficanti”.

Crediti foto: David Martínez

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