Padre Urbani, missionario ferito da una mina: “A giorni sarò pronto per ripartire”

Le dichiarazioni del missionario betharramita a pochi giorni dal grave incidente avvenuto a Niem, nel nord ovest della Repubblica Centrafricana. La sua jeep è saltata su una mina posizionata a bordo di una strada, poco lontano dalla missione dove il religioso risiede dal 1986.

di Giovanni Parolari

“Mi sto rimettendo, a giorni sarò pronto per ripartire”, queste sono le prime parole di padre Arialdo Urbani, della congregazione del Sacro Cuore di Gesù di Betharram, da 50 anni in missione e da 35 anni a Niem, nella Repubblica Centrafricana.

Mercoledì 5 maggio, padre Urbani, originario di Isolaccia, piccolo Paese in provincia di Sondrio, è stato protagonista di un grave incidente causato dallo scoppio di una mina, nascosta ai bordi della strada, attivata dal passaggio della sua vettura mentre stava facendo ritorno alla missione dopo aver la visita alcuni villaggi della savana.

“Un boato salto in aria e cado per terra, e poi mi accorgo di essere ancora vivo”, cosi ripercorre quegli instanti; ma voltandosi il missionario si è subito reso conto che il passeggero che sedeva sui sedili posteriori era morto scaraventato fuori dalla vettura; solo pochi chilometri prima aveva fermato il mezzo per poter raggiungere l’ospedale di Niem. Secondo fonti locali, i ribelli della Coalizione dei Patrioti per il cambiamento da tempo hanno posizionato mine e ordigni lungo la strada per fermare l’avanzata dell’esercito regolare.

Il gruppo armato è una coalizione nata nel dicembre 2020 dalla fusione di diversi gruppi ribelli presenti nel Paese, che ormai da anni vive tensioni a livello politico.

Padre Urbani, non vede però l’ora di poter riprendere quella stessa strada, per poter proseguire il suo lavoro in mezzo alla “sua gente”.

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