Laudato Si’. Card. Turkson: “Non c’è sostenibilità senza coinvolgere tutti”

«Non c’è sostenibilità senza equità, senza giustizia e senza coinvolgere tutti, in particolare le persone più povere ed emarginate». Lo ha detto il card. Peter Turkson, prefetto del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, in occasione della conferenza stampa odierna sulla chiusura dell’Anno speciale Laudato Si’ e la presentazione della nuova Piattaforma di azione Laudato Si’.

di Anna Moccia

«La pandemia di Covid-19 dell’anno scorso aveva impedito la celebrazione del quinto anniversario della lettera Enciclica – ha affermato nel suo intervento il cardinale – ma questo disagio ha scatenato la creatività del Dicastero, facendo proporre al Santo Padre l’indizione di un anno speciale di Laudato, con altrettante ricche iniziative e attività».

«Con moltissimo entusiasmo – ha ricordato Turkson -, le Chiese locali, le associazioni e i movimenti hanno risposto all’appello di Papa Francesco, per prenderci cura della nostra casa comune. Sono nati giardini e cappelle viventi Laudato Si’, luoghi non solo fatti di alberi, ma nati da una felice interconnessione tra il territorio, l’uomo e le sue attività educative, sociali, economiche, nel rispetto degli ecosistemi e delle biodiversità».

Tra gli esempi citati dal cardinale, quello della Chiesa in Bangladesh, con 400mila cattolici, che ha piantato più di 700mila alberi durante l’anno, quasi due per ogni battezzato, e la donazione di un milione di dollari dal cofondatore di Twitter alla giovane Vivianne Harr per piantare alberi e fermare l’avanzamento del Sahara.

«Sono i primi visibili frutti di questo anniversario speciale», sottolinea Tukson, annunciando il lancio della Piattaforma d’Azione Laudato Si’, un percorso operativo di sette anni per “continuare e concretizzare il messaggio dell’Enciclica nelle Chiese locali”.

Il primo anno sarà dedicato ai tre compiti fondamentali della costruzione della comunità, della condivisione delle risorse e dell’elaborazione di piani d’azione concreti per la realizzazione dei sette Obiettivi della Laudato si’. Seguiranno cinque anni di azioni concrete mentre l’ultimo anno sarà l’anno sabbatico per lodare e ringraziare Dio.

«Sei anni dopo la lettera enciclica Laudato si’, è bene guardare il mondo che stiamo lasciando ai nostri bambini, alle generazioni future – sottolinea -. La pandemia ci ha fatto riflettere e ci ha insegnato molto, ma il grido della Terra e dei poveri si sta facendo sempre più straziante, e il messaggio dei nostri scienziati e dei nostri giovani è sempre più allarmante: stiamo distruggendo il nostro futuro. La nostra famiglia umana e non, nella sua interezza, è in grande pericolo, e non abbiamo più tempo per aspettare o rimandare».

Tra i punti di fondamentale importanza si mette in evidenza la necessità di limitare l’aumento della temperatura media globale entro il limite cruciale di 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali, “poiché superarlo sarebbe catastrofico”. E adoperarsi per una maggiore giustizia social.

«Non c’è sostenibilità senza equità, senza giustizia e senza coinvolgere tutti – sottolinea Turkson -, in particolare le persone più povere ed emarginate; dobbiamo coinvolgere tutte le voci e la saggezza disponibili».

A conclusione del suo intervento, l’invito a una maggiore collaborazione “per la cura della creazione” attraverso le parole dell’enciclica di Papa Francesco: “la speranza ci invita a riconoscere che c’è sempre una via di uscita, che possiamo sempre cambiare rotta, che possiamo sempre fare qualcosa per risolvere i problemi. Tocca a noi”.

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