Suor Ann Rose Nu Tawng è tra le 100 donne più influenti al mondo

La fotografia di suor Ann Rose, in ginocchio davanti ai militari schierati in assetto da guerra il 28 febbraio scorso, ha letteralmente fatto il giro del mondo. Oggi Suor Ann Rose è una delle 100 donne che ispirano e influenzano il mondo secondo la BBC.

di Giovanni Parolari

Suor Ann Rose, della Congregazione di San Francesco Saverio, lo scorso 28 febbraio si era inginocchiata di fronte all’esercito della Birmania, chiedendo di essere sacrificata, se necessario, ma di salvare il popolo. E la sua immagine fece il giro del mondo e divenne un simbolo della resistenza popolare birmana.

Nella motivazione di questa scelta della BBC si legge: “È diventata un simbolo delle proteste del Myanmar dopo la presa di potere da parte dei militari quando si è inginocchiata davanti alla polizia per salvare i manifestanti che si erano rifugiati nella sua chiesa. Suor Ann Rose Nu Tawng ha parlato apertamente di proteggere i civili, soprattutto i bambini. Si è formata come ostetrica ed ha condotto una vita di servizio negli ultimi 20 anni, occupandosi di recente dei pazienti Covid nello stato di Kachin in Myanmar”.

La lista delle 100 “eroine” che hanno giocato un ruolo di rilievo “nel reinventare la nostra società, la cultura e il mondo”, è stata stilata dal network britannico e comprende donne di molteplici nazioni, professione e di diversi ceti sociali.

L’immagine di suor Ann Rose in ginocchio ha richiamato alla memoria dell’opinione pubblica la scena di Tank Man, il giovane uomo cinese che si era messo davanti ai carri armati cinesi durante la repressione della rivolta di piazza Tienanmen. Ma mentre di quell’uomo non si è saputo più nulla, inghiottito dalla repressione di Pechino, nel libro «Uccidete me, non la gente» (Editore EMI)  veniamo a conoscenza di molti aspetti che hanno spinto la religiosa a questo gesto. La decisione di inginocchiarsi nasce da una scelta di campo, quella della democrazia e della libertà: «Il Myanmar, da felice e pacifico che era, è diventato un paese dove regnano la paura e la tristezza. Le persone comuni non vogliono sottostare a un regime militare. Per questa ragione ho fatto quel che ho fatto, non potendo più sopportare di vedere la gente piangere e soffrire».

Quel 28 febbraio Suor Anne Rose era impegnata, come ogni giorno nella clinica nella quale ricopre il ruolo di infermiera: «Sentivo la voce dei poliziotti che urlavano all’esterno, e allora sono uscita. Mi sono inginocchiata davanti a loro perché ho pensato ai giovani che forse avrebbero scampato il pericolo. Credo che Dio si sia servito di me, nel momento in cui mi sono inginocchiata di fronte ai militari. Mi ha dato forza lo Spirito Santo. Ho potuto farlo solo per la grazia di Dio. Ho assistito con il cuore spezzato a quello che è successo in Myanmar. Se potessi fare qualcosa, rilascerei tutte le persone detenute nelle carceri senza giustificazione e renderei le persone uguali senza alcuna discriminazione».

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