L’accoglienza oltre le difficoltà. A Brescia quattro famiglie ucraine sordomute ospiti dei Saveriani

Nicole Spini studentessa e lavoratrice bresciana, sta concludendo l’anno di Servizio Civile con la Caritas, presso i Padri Pavoniani di Brescia. Per una delle giornate di formazione generale, ha visitato con altre giovani San Cristo e il Centro missionario dei Saveriani in città. Qui, ha potuto vedere gli ambienti adibiti all’accoglienza di alcune famiglie ucraine. Dice: “Sono rimasta colpita da tanta solidarietà verso persone che sono arrivate alla sprovvista, in stato di emergenza, ma soprattutto mi ha colpito l’andare oltre le difficoltà culturali e comunicative pur di aiutare chi ne ha più bisogno”.

Lo scorso 24 febbraio le forze russe hanno invaso l’Ucraina, dopo anni di minaccioso potenziamento militare iniziato il 20 febbraio 2014. Appena è risultata chiara l’intenzione dell’invasione nella capitale ucraina, Kiev, il presidente Zelensky ha chiamato a difendere la Patria i suoi cittadini dai 18 ai 60 anni che non hanno più potuto lasciare il Paese.

Chi è esonerato dall’obbligo del servizio militare si è messo in fuga con i mezzi a disposizione, avendo il via libera per tentare di rifugiarsi in un Paese Europeo, spesso con non poca fatica.
A Brescia, tre famiglie sordomute si sono recate direttamente all’ENS (Ente Nazionale Sordi) cittadino che, dopo averli accolti in uno stato di emergenza, hanno coinvolto la Caritas diocesana per organizzare un’accoglienza più strutturata. Così, dal 7 marzo, sono ospiti dei missionari Saveriani di Brescia che hanno aperto un’ala della loro casa, vuota da alcuni anni. Alle tre, si è poi aggiunta una quarta famiglia nelle settimane successive.

La Caritas di Brescia si è messa subito all’opera per garantire i pasti, tamponi, vaccinazioni, un check-up medico e un supporto continuo dal punto di vista umano, pratico e burocratico.
I saveriani di Brescia, volontari, dipendenti e operatori Caritas (Elena e Roberto in particolare) fin da subito si sono mostrati solidali, empatici e disponibili verso queste famiglie fragili, comunicando con loro attraverso Google traduttore e usando anche la creatività per farsi comprendere.
Le ACLI hanno garantito i pasti nei primi giorni, quando le famiglie hanno dovuto vivere un breve periodo di quarantena. Sul fronte medico si sono predisposti tutti i necessari controlli previsti dalla legge Italiana, per rendere possibile l’inserimento dei bambini nelle scuole e gli adulti nel mondo del lavoro e in società.

Le famiglie ucraine accolte dal vescovo di Brescia e dai missionari Saveriani

La Protezione Civile di Lumezzane ha montato una cucina ad induzione per rendere le famiglie autonome anche dal punto di vista culinario, considerati i problemi e le discrepanze avvertite con la nostra alimentazione e la dieta Mediterranea. Chi offre accoglienza spontanea, ma anche enti ed associazioni come la Caritas lo stanno facendo contando sulle proprie risorse e sui contributi della popolazione, sempre generosa in queste circostanze. La speranza è che lo Stato possa garantire presto un aiuto e un supporto coerente e legittimo a chi è impegnato nell’accoglienza.

Nicole Spini

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