Uccisa in Mozambico suor Maria De Coppi, comboniana: 59 anni dedicati ai più poveri

Dolore e sconcerto per la morte di suor Maria De Coppi, missionaria uccisa nella Comunità comboniana di Chipene, in Mozambico, dove operava da 59 anni. La tragedia nella notte tra il 6 e il 7 settembre.

di Anna Moccia

“La missione di Chipene è stata attaccata da terroristi. Sono entrati nella casa delle Suore Missionarie Comboniane, hanno ucciso una sorella, Sr. Maria De Coppi, distrutto e incendiato la chiesa, la casa, l’ospedale e le macchine della missione. Le altre due sorelle della comunità, Sr. Eleonora Reboldi, italiana e Sr. Angeles Lopez Hernandez, spagnola, sono riuscite a scappare e nascondersi nella foresta, insieme ad un gruppo di giovani ragazze. Al momento, a Chipene sono rimaste solo le nostre due sorelle; stiamo cercando di farle evacuare quanto prima, attraverso l’aiuto dei Missionari Comboniani e dell’Unità di Crisi della Farnesina”. È quanto si apprende da un comunicato diffuso poco fa dalle Suore missionarie Comboniane per aggiornare sull’attacco avvenuto, nella notte tra il 6 e il 7 settembre, all’interno della Comunità di Chipene, in Mozambico, dove operavano 3 missionarie comboniane e due fidei donum, scampati miracolosamente all’attacco.

Un dolore grande e inatteso per la Famiglia Comboniana e una grande perdita per tutti.

La missionaria suor Maria De Coppi era nata nel 1939 a Santa Lucia di Piave, nella Diocesi di Vittorio Veneto (Treviso). Si trovava in Mozambico da 59 anni, dove era arrivata nel 1963. Aveva svolto il suo servizio in diverse missioni: Anchilo, Meconta, Alua e Chipene, dedicandosi alla pastorale parrocchiale e, in particolare, alla formazione delle donne.

La speranza e la testimonianza di Gesù in alcuni dei luoghi più poveri della terra era sempre stata la missione di Suor Maria De Coppi. In una recente intervista aveva dichiarato:

“Cerco di essere vicina alle persone, soprattutto ascoltando quello che mi dicono. Nonostante la povertà materiale, ascoltare gli altri rimane un grande dono, è riconoscere la loro dignità”.

Raccontava che spesso rivolgeva a Dio una preghiera imparata da Mons. Manuel Vieira Pinto, defunto vescovo di Nampula, quando fu espulso dal Mozambico prima dell’indipendenza, che recitava così:

“Ti ringrazio, o Padre, perché mi hai mandato ai più poveri, agli emarginati e a coloro che non contano nulla!”.

La redazione di Terra e Missione si stringe attorno alla famiglia Comboniana e a tutte le missionarie e ai missionari che ogni giorno spendono generosamente la propria vita in diverse parti del mondo, soprattutto in contesti difficili e di guerra.

Crediti foto: Suore Missionarie Comboniane

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