Cristo, Re che si dona senza misura. Commento al Vangelo della domenica

Vangelo della domenica Cristo Re dell’Universo – Anno C: meditiamolo insieme grazie al commento di Sr. Francesca Centorame, Missionaria dell’Immacolata – Pime.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 23,35-43)

In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto».
Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male».
E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

Effatà. il Vangelo diventa podcast

Commento al Vangelo

Oggi nell’ascoltare questo brano del Vangelo scelto nell’anno C per celebrare la solennità di Cristo Re dell’Universo, chiediamo la capacità di restare in silenzio davanti alla particolare scena che viene descritta, in silenzio davanti al mistero della croce. Alla fine dell’anno liturgico facciamo risuonare tutte le occasioni in cui abbiamo sentito Gesù vicino alle nostre sofferenze, i momenti in cui invece lo abbiamo insultato o “sgridato”, oppure quelle volte in cui lo abbiamo invocato, certi che Lui stesso non mancherà ancora di sorprenderci. Infatti, pregando il Vangelo di oggi è risuonata in me una domanda, che qualche anno fa ha segnato un incontro:
“Perché, perché Francesca se tutti pregano, celebrano messe e veglie per mia sorella Daniela che è giovane e malata, perché lei in effetti non migliora, perché Gesù non la salva?”

Così mi interrogò, Serena, sorella di Daniela che con tutta la famiglia l’accompagnavano in un momento molto delicato della malattia. Io da giovane ancora in formazione per diventare Missionaria dell’Immacolata posso dire che non avevo molte parole da aggiungere anche se la nostra fede ci permette di rispondere, so però come mi sentivo: avrei voluto avere una bacchetta magica, qualcosa che improvvisamente avrebbe potuto farla guarire e mostrare un Dio differente. Invece, tornando in me stessa pensai di condividere con loro proprio il momento descritto in questo brano del Vangelo: Gesù è lì con noi, e ci promette il Suo Regno!

Tocca in profondità tutta l’umanità, tutta la lotta e la fatica di ogni uomo e di ogni donna proprio perché Dio, proprio perché Re che si dona senza misura. Ama fino alla fine non solo in un’accezione temporale, ama fino alla fine perché tocca il fondo, sa che amare chi ha di fronte in quel momento, amare chi come Lui desidera solo la salvezza, significa saper restare in silenzio, con la sua debolezza inerme, davanti a chi lo sfida e.. rispondere, con la promessa del Paradiso, a chi, credendo, lo invoca.

Così è il potere di Dio: essere capaci di perdere per amare nella libertà. È ciò che intuisce uno dei due uomini sulla croce vicino a Lui: si fida, apre gli occhi su ciò che sta succedendo, sulla realtà che ha davanti e non può che vedere qualcosa, o meglio Qualcuno più grande di Lui che continua a fare ed essere “Bene” nella storia e crede che in qualche modo Dio lo salverà, infatti lo chiama già Gesù, che significa Dio Salva. Chiede aiuto e si fida di Dio.

Cara Serena, tornando alla nostra domanda, io forse ancora non so il motivo per cui Daniela non è guarita ma so che di un Dio così che è Re e si dona toccando tutta la nostra umanità, vale la pena fidarsi, vale la pena testimoniare la Sua speranza che è promessa di una vita piena già oggi.

Crediti foto: pamela_d_mcadams/Collezione Essentials/Getty Images

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