Non abbiate paura. Commento al Vangelo

Nel brano evangelico di questa domenica, risalta l’espressione “non abbiate paura”. In un’epoca fortemente polarizzata e dominata da grandi potenze economiche che generano povertà e disuguaglianze, siamo sollecitati dallo Spirito dell’Abba a non mollare, a fare nostro il sogno di Gesù di Nazareth, oggi presente più che mai nelle scelte pastorali di Papa Francesco, che lotta instancabilmente contro le ideologie e i privilegi dei “potenti” di turno e contro i nuovi colonialismi che generano nuove schiavitù e scarti umani. Riflessione a cura di p. Antonio D’Agostino*, missionario Comboniano.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 10,26-33)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: “Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri! Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli”. Parola del Signore

Commento al Vangelo

Nel brano evangelico di questa XII domenica del tempo ordinario, risalta l’espressione “non abbiate paura”; questo brano è racchiuso nel decimo capitolo del vangelo di Matteo e rappresenta il secondo discorso chiamato ‘missionario’ perché contiene molti detti relativi alla missione. L’evangelista presenta la Chiesa come una comunità fraterna che ha accolto Gesù come il Messia ed ha ricevuto il compito di testimoniare alle pecore perdute della casa di Israele, senza paura, che Dio è l’Emmanuele che ha cura di ogni sua creatura. A questi discepoli Gesù da il potere, ieri come oggi, di scacciare gli spiriti immondi e di guarire ogni sorta di malattie e infermità.

Li incoraggia a non temere le minacce dei violenti e degli oppressori che riducono l’essere umano in schiavitù e lo debilitano fisicamente e psicologicamente svuotandolo della gioia e della speranza a cui è chiamato; li invita a confidare in Lui, nel suo amore incondizionato, giacché l’esistenza dell’essere umano è nelle mani di Dio che sa tutto di noi e si rivela a noi come Padre: in Lui – come dice l’apostolo Paolo – tutti noi viviamo, ci muoviamo ed esistiamo.

Inoltre, Gesù invita i suoi discepoli a credere in Lui, anche se questo può mettere in serio pericolo, ieri come oggi, la loro stessa vita; senza paura, però, dal momento che perfino i capelli del loro capo sono tutti contati!

È a questo punto, allora, che ci si mette in cammino; quanti si sentono amati ed hanno affidato la loro vita nelle mani del Padre, sono pronti a denunciare soprusi e ingiustizie, ad affrontare con coraggio situazioni di rischio e ad accettare sacrifici importanti; allo stesso tempo, questi discepoli sono pronti ad annunciare e ad impegnarsi per un mondo più umano e fraterno, che Dio ha il volto dell’Abba e che, in Gesù Cristo, Egli ha fatto proprio il grido di disperazione di tanti impoveriti e diseredati di ogni epoca e latitudine.

Amato e sostenuto dall’Abba, anch’io presto mi metterò in cammino per l’Ecuador testimoniando l’amore di Dio Padre-Madre di tutto il creato, e come Daniele Comboni, anch’io oggi rinnovo il mio desiderio di fare Causa Comune con i più poveri e abbandonati che incontrerò nel mio cammino.

In un’epoca fortemente polarizzata e dominata da grandi potenze economiche che generano povertà e disuguaglianze, risultato di condizioni strutturali ingiuste e disumanizzanti, siamo sollecitati dallo Spirito dell’Abba a non mollare, a fare nostro il sogno di Gesù di Nazareth oggi presente più che mai nelle scelte pastorali di Papa Francesco che lotta instancabilmente contro le ideologie e i privilegi dei “potenti” di turno e contro i nuovi colonialismi che generano nuove schiavitù e scarti umani.

Padre Antonio D'Agostino, missionario comboniano

* P. Antonio D’Agostino è missionario comboniano, attualmente in Italia e impegnato nella Pastorale Giovanile a Padova. Come esperienze di missione all’estero, ha vissuto 10 anni in Africa, tra Uganda e Kenya, e 14 in Ecuador, dove ho anche conseguito la laurea in antropologia.

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