Migranti e clima: le sfide del Mediterraneo nel viaggio del Papa a Marsiglia

Oggi si celebra la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. E papa Francesco nel suo viaggio apostolico a Marsiglia chiede che la Chiesa giochi un ruolo da protagonista. “È tempo di lasciarci interpellare da un sussulto di coscienza per prevenire un naufragio di civiltà”.

di Redazione

Una chiesa missionaria, che sappia accogliere gli ultimi, i più fragili, i migranti: è quanto chiesto da Papa Francesco nel corso del suo 44esimo viaggio apostolico, che lo ha portato a Marsiglia dal 22 al 23 settembre per la conclusione degli Incontri del Mediterraneo.

E proprio di Mediterraneo ha parlato il Pontefice nell’incontro con i rappresentanti delle religioni, sottolineando come esso sia “avamposto di sfide che riguardano tutti”. Quella dei migranti, certamente, ma anche “quella climatica, con il Mediterraneo che rappresenta un hotspot dove i cambiamenti si avvertono più rapidamente”.

“Quanto è importante custodire la macchia mediterranea, scrigno di biodiversità!”, ha sottolineato Francesco allargando lo sguardo a quel Mare Nostrum che “porta in sé una vocazione globale alla fraternità, vocazione unica e unica via per prevenire e superare le conflittualità”.

Chi rischia la vita in mare non invade, cerca accoglienza”, ha detto Francesco che ha puntato il dito contro chi fa “divampare propagande allarmiste”. “È vero che non è facile avere questo stile o integrare persone non attese, però il criterio principale non può essere il mantenimento del proprio benessere, bensì la salvaguardia della dignità umana”, ha aggiunto ancora il Papa.

“C’è un grido di dolore che più di tutti risuona, e che sta tramutando il mare nostrum in mare mortuum, il Mediterraneo da culla della civiltà a tomba della dignità”. Bergoglio ha fatto appello all’intera Europa: “La storia ci interpella a un sussulto di coscienza per prevenire un naufragio di civiltà. Contro la terribile piaga dello sfruttamento di esseri umani, la soluzione non è respingere, ma assicurare, secondo le possibilità di ciascuno, un ampio numero di ingressi legali e regolari, sostenibili grazie a un’accoglienza equa da parte del continente europeo, nel contesto di una collaborazione con i Paesi d’origine”.

Anche la Chiesa deve giocare un ruolo da protagonista. Essa “sia porto di speranza per gli sfiduciati – ha esortato il Pontefice – Sia porto di ristoro, dove le persone si sentano incoraggiate a prendere il largo nella vita con la forza impareggiabile della gioia di Cristo”. Ma non basta fermarsi alle parole, piuttosto occorre “lavorare per una pastorale specifica ancora più collegata, così che le Diocesi più esposte possano assicurare migliore assistenza spirituale e umana alle sorelle e ai fratelli che giungono bisognosi”, promuovendo “con originalità il cammino ecumenico tra i cristiani e il dialogo tra credenti di religioni diverse”.

Durante la messa che ha concluso il suo viaggio, il Papa ha invitato i presenti a “sussultare”, ovvero ad “avere un fremito interiore, sentire che qualcosa si muove nel nostro cuore”. “È il contrario di un cuore piatto, freddo, accomodato nel quieto vivere che si blinda nell’indifferenza e diventa impermeabile, che si indurisce, insensibile a tutto e a tutti, pure al tragico scarto della vita umana, che oggi viene rifiutata in tante persone che emigrano, così come in tanti bambini non nati e in tanti anziani abbandonati”. A ciò è necessario contrappore “passione ed entusiasmo”, riscoprendo “il gusto dell’impegno per la fraternità”, osando “il rischio dell’amore nelle famiglie e verso i più deboli” per “rinvenire nel Vangelo una grazia che trasforma e rende bella la vita”.

Foto: Papa Francesco arriva alla messa presso lo Stadio Velodrome al temine del suo viaggio a Marsiglia, Francia, 23 settembre 2023. In occasione del viaggio apostolico di Papa Francesco a Marsiglia per la conclusione dei “Rencontres Mediterraneennes” dal 22 al 23 settembre. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

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