Il fratello è il luogo dello stupore. Commento al Vangelo

“Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?” (Mc 3,33). La domanda di Gesù, nel Vangelo di oggi, ci invita a chiederci che idea ci siamo fatti di Gesù. Se il Gesù che annunciamo, che pensiamo, a cui ci rivolgiamo nella preghiera, di cui crediamo di interpretare i pensieri, è quello reale o ce lo siamo fatto su misura. Maria ci insegni a lasciarci stupire, a lasciare che la Sua parola risuoni in noi in tutto il suo potere di scompiglio, perché dalle stanche vie del buonsenso passiamo alla novità di vita, la Sua.

Meditazione a cura di Teresina Caffi, missionaria Saveriana e biblista

Dal Vangelo secondo Marco (3,20-35)

In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare. Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé». Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni».
Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in sé stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in sé stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro sé stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito.
Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa. In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».
Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».

Commento al Vangelo: lasciarsi sorprendere

Il tempo ordinario è ripreso da tre settimane, ma, a motivo delle solennità della Ss.ma Trinità e del Corpus Domini, solo con oggi le letture domenicali riprendono il ritmo ordinario, con la lettura continua del Vangelo di Marco.

Siamo ancora agli inizi del suo ministero, ma è già scontro aperto. Quest’uomo, circondato senza sosta dalle folle, capace di guarire i malati e di liberare i posseduti, sconcerta sia i suoi che vorrebbero proteggerlo perché “fuori di sé”, che gli scribi venuti da Gerusalemme per confermarsi nel fatto che egli è egli stesso un “posseduto”.

I discepoli, alle prime armi, stanno a guardare. Anzi con tutto il buon senso del mondo, all’arrivo di sua madre e dei suoi fratelli lo avvisano perché si liberi della folla e raggiunga la sua famiglia. Ma lui non ha fretta e arriva a chiamare fratello, sorella e madre della gente sconosciuta. Anche i suoi discepoli restano sconcertati.

Anche noi siamo invitati a chiederci che idea ci siamo fatti di Gesù. Se il Gesù che annunciamo, che pensiamo, a cui ci rivolgiamo nella preghiera, di cui crediamo di interpretare i pensieri, è quello reale o ce lo siamo fatto su misura. Si può essere intimi a lui come i familiari e i Dodici, e non averlo colto. Si può credere di testimoniarlo e parlare d’un altro. E non essere in fondo lontani da chi lo considera un indemoniato. Anzi, almeno questi ultimi non l’hanno addomesticato e se ne sono lasciati scandalizzare.
Con estrema pazienza, Gesù non smette di “chiamare” (v. 23) anche questi ultimi, invitandoli a riflettere.

Anche il pensiero quando è onesto può condurre sulla soglia del suo mistero. Come può Gesù combattere il demonio e al contempo esserne posseduto? Anzi, ne sta demolendo il potere: “Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa” (Mc 3,28).

Occorre che ci lasciamo condurre da Gesù e rinunciamo a condurlo dove vorremmo. Sua madre l’ha appreso a poco a poco, andando di stupore in stupore, e avanzando pellegrina nella fede, come dice il Concilio. Da quel suo modo di apparire in lei, vergine, alla sua normalità inaudita, a quel “Non sapevate che io debbo occuparmi delle cose del Padre mio?” (Lc 2,49) passando per Cana, poi per quel “Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!” (Lc 11,27) e via via, di sorpresa in sorpresa, fino alla morte più ignominiosa. Ed era il Figlio di Dio!

Maria ci insegni a lasciarci stupire da suo Figlio, a lasciare che la sua parola risuoni in noi in tutto il suo potere di scompiglio, perché dalle stanche vie del buonsenso passiamo alla novità di vita, la sua. Ci aiuti a credere che veramente Gesù è quell’”Uomo più forte” capace di legare il potere del male. Anche oggi, insieme a noi, affinché non ci diamo mai per vinti: né con noi stessi, né con questo mondo, che attualmente sembra percorso più che mai e affascinato dal demone della violenza e della guerra.

Immagine di freepik

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