Dio si rivela ai piccoli

Il Vangelo di Matteo sembra parlare dentro le immagini del nostro tempo: da una parte Washington, i palazzi, il potere che cerca conferme; dall’altra Lampedusa, piccola isola ferita, dove il dolore dei migranti incontra gesti concreti di accoglienza. È lì che torna la domanda decisiva: dove cerchiamo il Messia? Gesù ci ricorda che Dio non si lascia trovare dove tutto è orientato al dominio e al successo, ma dove il cuore resta umile, aperto e capace di accogliere.

Meditazione a cura di Luca Vitali, teologo e formatore esperto in spiritualità e pastorale missionaria.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 11,25-30)

In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Commento al Vangelo

Il Vangelo che ascoltiamo in questa XIV domenica pare aiuti a meglio decodificare quanto successo ieri tra Washington e Lampedusa. Anzi sembra scelto apposta per accompagnare il nostro cammino come fossimo i nuovi magi alla ricerca del Messia. La domanda è sempre la stessa: dove cerchiamo il Messia, l’inviato di Dio? Tra le regge dove il potere si autocelebra o nella mangiatoia di una piccola isola teatro di tanto dolore e solidarietà? In base alla risposta che daremo cambierà di molto il nostro orizzonte…

Gesù loda il Padre perché — dice — non si è mostrato ai sapienti e dotti ma ai piccoli, cioè i poveri, i minimi, coloro che sono stati esclusi dai circoli del potere e del successo. Dio, si badi bene, non fa preferenze, ma è evidente che nel suo darsi trovi accoglienza o rifiuto. Cioè, non è Lui a nascondersi, ma sono i dotti e sapienti a cercarlo nel posto sbagliato… perché lo cercano dove c’è “pieno” e non dove c’è “spazio”. Mi spiego.

I dotti e sapienti sono quelli che, pensando di avere le idee chiare su Dio, pretendono d’incasellarlo nelle loro teorie. Dicono di aver studiato le sue parole o addirittura mangiato con Lui, ma il loro cuore è lontano… Lo ricorda Gesù stesso: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze. Ma egli dichiarerà: Vi dico che non so di dove siete. Allontanatevi da me voi tutti operatori d’iniquità!” (Lc 13,26-27).

Invece di continuare a far spazio, di essere sempre terra pronta ad accoglierlo riempiono il “vuoto di Dio” con idoli rassicuranti. Per questo Gesù evoca la sua umiltà. Pensiamoci. Nel suo modo di vivere e parlare di Dio non ha usato definizioni, né ha offerto riti peculiari, ma si è preoccupato che i suoi si amassero e amassero gli esclusi come Lui li amava… Noi, va sempre ricordato, sappiamo quasi nulla di Dio, perché Egli è sempre oltre… e chi pretende di conoscerlo, possederlo e di ritenerlo dalla propria parte rischia di essere sulla strada sbagliata.

Gesù, il Figlio, è umile, povero, piccolo… E mentre i grandi della terra hanno fatto tappa più o meno forzata a Washington per portare l’omaggio di fedeltà interessata all’uomo con l’esercito più imponente del mondo, Leone “pecorella del Signore” ha visitato Lampedusa… per tarare lo strumento che oggi e sempre geolocalizza il divino…

Parole e passi: dove cerchi Dio? L’incontro con Lui ti lascia umile o ti fa pretendere di ‘possederlo’ facendoti sentire più degli altri?

Preghiera: Signore, aiutaci a cercarti nel posto giusto, a geolocalizzarti tra i poveri e gli esclusi della terra e nell’unico rito da te codificato che è la lavanda dei piedi…!

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