Australia, suore in prima linea contro la pandemia

Suor Catherine McCahill sgs, consigliera delle Suore del Buon Samaritano (in inglese Sisters of the Good Samaritan), ci aggiorna sull’emergenza coronavirus in Australia e sulla missione della sua comunità in questo tempo di pandemia.

In termini di salute, la comunità australiana ha fatto molto bene. Ad oggi, ci sono stati circa 100 decessi e poco più di 7.200 casi confermati di Covid-19 in una popolazione di 25,5 milioni. All’inizio della pandemia, il governo australiano ha preso la decisione di tenere “incontri di Gabinetto nazionali” riunendo il Primo ministro, i Premiers dei singoli Stati e i Territory Chief Ministers con il responsabile della sanità. Questa è stata una mossa senza precedenti e, nel complesso, ha promosso un livello di collaborazione mai visto prima nella politica australiana. L’obiettivo dichiarato era “proteggere la salute”. Questo ha comportato blocchi significativi e disposizioni leggermente diverse in ciascuno Stato, un enorme costo per le imprese e le persone colpite. Ad esempio, circa 6 milioni di persone usufruiscono del Job Keeper Payment (Pagamento JobKeeper ) mentre i pagamenti per i Jobseekers, ossia i disoccupati, sono stati raddoppiati. Certo, ci sono ancora difficoltà significative per molte persone. Ora siamo nella fase di revoca delle restrizioni.

Vi è una notevole preoccupazione per l’impatto delle restrizioni e della disoccupazione sul benessere mentale dei nostri cittadini. Il governo australiano ha annunciato un pacchetto da 48 milioni di dollari. Se questo sia abbastanza è una grande domanda e, naturalmente, ci sono diverse opinioni. I dati di diversi Stati indicano che, almeno fino alla fine di aprile, il numero di suicidi non era aumentato, ma ovviamente per la valutazione dell’impatto ci vorrà tempo. Per ulteriori informazioni, consultare www.australia.gov.au

La risposta sanitaria delle Suore del Buon Samaritano

Le suore del Buon Samaritano hanno risposto in vari modi. Per prima cosa hanno impostato un team per assicurare una risposta sanitaria efficace, composto da un membro del Consiglio, una coordinatrice per la salute e il benessere e un’infermiera di comunità (dipendente) per prendere in considerazione i protocolli appropriati e intraprendere la preparazione necessaria. In questo modo, tutte le sorelle sono state costantemente informate in merito alle misure di igiene, isolamento fisico e preparazione alle potenziali infezioni. Sono state attuate disposizioni per gli approvvigionamenti e altre questioni in modo tale che le suore anziane non dovessero uscire di casa. I nostri uffici erano chiusi ma siamo state in grado di continuare le attività di supporto pastorale e governance attraverso le riunioni via Zoom. In questo modo finora non ci sono state suore o dipendenti contagiati dal Covid-19.

Il servizio alle persone più vulnerabili

Siamo state coinvolte nell’assistenza in vari modi. Sr. Patty Fawkner sgs, leader provinciale, ha sottoscritto la lettera indirizzata al governo australiano per la tutela delle persone più vulnerabili, in particolare i richiedenti asilo che vivono nella comunità. A Bacolod, nelle Filippine, le nostre suore hanno dovuto chiudere il loro centro di sensibilizzazione ma si sono impegnate in un programma di alimentazione dedicato alle persone che vivono in strada e alle comunità più povere.

Il nostro servizio-ministero a sostegno delle donne, con e senza bambini, che necessitano di alloggi di emergenza, ha continuato a rimanere aperto. (Molti dei nostri assistiti sono vittime di violenza domestica). Alcune delle nostre suore continuano il loro impegno pastorale durante questo periodo in cui la normale vita parrocchiale si è ridotta. Per maggiori informazioni: www.goodsams.org.au/article/2020/05www.catholicreligious.org.au

Sr Catherine McCahill sgs
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