Oltre e più vicino al cuore di Dio. Commento al Vangelo della domenica

“Amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano”. Sono le parole di Gesù, che introducono un’esigenza fondamentale: andare “oltre” e “più vicino” al cuore di Dio. Commento al Vangelo della domenica a cura di sr. Stefania Raspo, missionaria della Consolata.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 6,27-38)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
“A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.

E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi.

Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio”.

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Amate i vostri nemici

Il Vangelo oggi ci chiede di andare oltre alle abitudini o regole sociali/culturali a cui siamo legati. E in questo andare “oltre”, andiamo anche “più vicino” al cuore di Dio.

Amare i nemici, porgere l’altra guancia, pregare per coloro che ci fanno del male: sono azioni eroiche che Gesù indica come la strada per essere come Dio, misericordiosi come Lui. Conosciamo cristiani e cristiane che lo hanno vissuto o lo vivono tutti i giorni, soprattutto nelle comunità perseguitate. Le Missionarie della Consolata hanno un esempio preclaro nella Beata Leonella Sgorbati, martire in Somalia, colpita da 7 colpi di arma da fuoco, nel 2006, le cui ultime parole sono state: “Perdono, perdono, perdono”. Come Gesù sulla croce.  

Esempi troppo alti? Non ne sono capace? Non guardare l’orizzonte dove c’è l’ideale, ma con pazienza e umiltà fai un passo alla volta in quella direzione. In fondo, è quello che ha compiuto anche la Beata Leonella, passo dopo passo, durante la sua vita. Spero che questa riflessione sul Vangelo ti possa aiutare a trovare il tuo orizzonte e la direzione verso cui camminare. Ti presento allora alcuni passi concreti:

oltre le buone regole sociali e culturali: ogni cultura sviluppa linee guida per la convivenza positiva delle persone. Per esempio, nella cultura originaria andina la reciprocità è il criterio che determina la generosità tra persone. Se io ti regalo il mio tempo, il mio aiuto, o prodotti, tu domani mi aiuterai allo stesso modo. Si crea così un circolo virtuoso che segna le relazioni tra famiglie, con esempi di sostegno reciproco, interesse e generosità encomiabili. Ma fuori dal meccanismo, o quando una persona non risponde nella reciprocità, è difficile arrivare a gesti di genuina gratuità.

È quello che dice Gesù, mostrando il limite di queste regole sociali, pur avendo un valore grande: “E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso”. Invece di “anche i peccatori”, potremmo dire: “tutti fanno così”. Allora l’oltre che ci presenta Gesù è molto concreto: nel mio quartiere, nella mia famiglia o gruppo di amici/conoscenti, quali regole determinano le relazioni? Posso dare un passo in più verso la gratuità? Ci sono meccanismi di microvendetta che posso spezzare, e assumere piccoli gesti di perdono e di riconciliazione? Inizio da piccoli dettagli, come evitare il muso e donare subito una parola buona. 

oltre i miei sentimenti, oltre la reazione: molto prima di regole sociali a cui ci hanno educati, ciascuno di noi ha un cuore con sentimenti ed emozioni, alle volte molto forti, che ci fanno reagire prima ancora di pensare. Le situazioni indicate da Gesù non sono facili: quando qualcuno mi ferisce, mi umilia, mi disprezza, commette un’ingiustizia contro di me. È naturale sentirsi male, sentire voglia di rispondere con la stessa moneta: prenditi del tempo, e cerca di andare oltre a questo stato d’animo. Se riesci a rispondere oltre, superando il circolo (stavolta, sì, vizioso)

più vicino al cuore misericordioso di Dio: tutto questo sforzo, costruito passo dopo passo, ricominciando ad ogni caduta, porta oltre, oltre le catene del dolore e del rancore, ma anche più vicino, più vicino al cuore di Dio. Un cuore misericordioso, “lento all’ira e grande nell’amore”, dice il Salmo 103. Ma questo cuore non si conosce, non si “studia” sulla Bibbia: lo si incontra e si sperimenta nella propria vita. Allora, ecco un altro passo verso l’orizzonte: fare memoria del perdono ricevuto da Dio nella mia vita. Ricordare ed accoglierlo (perché non è automatica l’accoglienza, neppur scontata), piangere e commuoversi, e lasciarsi muovere da questa esperienza.

Rifletto: quali sono le regole sociali di buona convivenza che il Signore mi chiedere di superare, per andare oltre, verso l’orizzonte del cuore di Dio? Quali le emozioni che mi fanno reagire, o mi imprigionano nel rancore?

Prego:

Spirito Santo, amore del Padre e del Figlio,
vibra nel mio cuore e dammi la forza per andare oltre
Fammi vedere e toccare il cuore misericordioso di Dio
sciogli il ghiaccio del rancore nel mio cuore
lavalo dalle macchie dell’odio e del risentimento.
Dammi il coraggio e la forza per compiere un passo,
ogni giorno, verso l’orizzonte del cuore di Dio. Amen.

Suor-Stefania-Raspo

Sr. Stefania Raspo, mc  @stefania_raspo
Missionaria della Consolata

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