Un libro sui profughi siriani in Turchia e sulla loro storia dimenticata

È l’odissea del 42enne siriano Anas Mustafa: sebbene le Nazioni Unite abbiano riconosciuto il suo diritto alla protezione internazionale, vive ancora come clandestino a causa della lentezza della burocrazia. Il suo avvocato sta scrivendo un libro per fare luce sulla sua storia ed è cerca di un editore che lo aiuti in questa impresa.

di Pietro Rossini, SX*

Oltre 3,6 milioni di cittadini siriani sono rifugiati attualmente in Turchia, secondo l’UNHCR, l’organismo dell’ONU che si occupa dei rifugiati. Si tratta di un fenomeno che non ha conosciuto sosta a partire dal 2011, eppure non viene raccontato più dai media internazionali.

Gli eventi recenti della guerra tra Russia e Ucraina e la presa di potere dei Talebani in Afghanistan hanno portato a trascurare l’attenzione dei media internazionali sulla situazione dei profughi siriani.

Nel febbraio 2022 Terraemissione.it ha raccontato la storia di Anas Al Mustafa, un profugo siriano di 42 anni, attualmente rifugiato in Turchia illegalmente. Anas è stato deportato in Siria per tre volte dal governo turco. Ma ogni volta ha ripercorso lo stesso viaggio, scappando dalla guerra nel suo Paese.
Anas è stato accusato dalle autorità turche di “terrorismo” per via del suo impegno nell’aiutare altri cittadini siriani a fuggire dalla guerra ancora in atto e a trovare rifugio in Turchia.

“Il governo Turco spinge i cittadini a credere che la Siria ormai è un posto sicuro e che non ci sia nessun motivo per i profughi siriani di continuare a rimanere nel Paese”, racconta Kurtulus Bastimar, avvocato di Anas ed esperto in leggi internazionali.

Bastimar, che ha seguito il suo caso per anni, è riuscito ad ottenere un pronunciamento ufficiale nei confronti del profugo siriano da parte dell’ONU nel 2022. Tuttavia, le autorità turche hanno negato il rilascio di un permesso di soggiorno per Anas, che ora cerca la sua strada verso l’Europa ed in particolare per l’Italia.

“Anas ha già ottenuto un lavoro a Verona”, ci racconta Bastimar, “ma le autorità Italiane non vogliono rilasciare il visto di lavoro”.

Secondo l’avvocato Bastimar, l’Unione Europea “finanzierebbe il governo turco per mantenere i profughi siriani nel loro Paese, senza lasciarli passare nei Paesi della zona Schengen”.

Tuttavia, Bastimar e Anas non si arrendono. L’avvocato sta lavorando a un libro che racconta la storia di Anas e quella di milioni di altri profughi siriani, che si trovano nascosti in Turchia.

“Speriamo che pubblicando questo libro in diverse lingue possiamo richiamare maggiore attenzione della comunità internazionale sul caso di Anas su quello di tanti altri profughi siriani in questo Paese”, ci dice l’avvocato.

Il caso di Anas è il primo che sfida il governo turco che a maggio 2023 si prepara a nuove elezioni. “Prima del pronunciamento dell’ONU in favore di Anas, i profughi siriani esitavano a mobilitarsi per risolvere la loro situazione”, continua l’avvocato. “Ora sono in tanti che si fanno avanti per richiedere assistenza legale”.

Bastimar è stato ispirato dal profugo iraniano Behrouz Boochani, che nel 2017 ha inviato la sua storia utilizzando Whatsapp al suo avvocato mentre si trovava in un campo di detenzione in Papua Nuova Guinea. La storia di Boochani è stata pubblicata ed ha vinto il premio letterario più importante in Australia. Grazie a questo lavoro, nel 2020, Boochani ha ottenuto il visto per entrare legalmente in Nuova Zelanda.

“Crediamo che lo stesso possa avvenire anche per Anas”, commenta l’avvocato. “Se riusciamo a portare il suo caso davanti ai media internazionali, ci saranno buone possibilità per lui di ottenere un visto per andare in Italia”.

Anas Al Mustafa

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Pietro Rossini, missionario Saveriano

* Pietro Rossini, SX – Missionario saveriano, originario di Salerno. Fa parte di MissioNet, il media team ufficiale dei Missionari Saveriani. Attualmente risiede nella comunità Saveriana di Holliston/MA, Stati Uniti, dove ha appena conseguito un master in giornalismo presso la Boston University.

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