I Frati Minori al servizio della Santa Sede nel libro “Mendicanti di pace”

di Anna Moccia

C’è un volto poco conosciuto del francescanesimo delle origini che parla con forza anche al nostro presente. È quello raccontato nel volume “Mendicanti di pace” di Adolfo Marmorino e Matteo Cantori, pubblicato da Nuova Editoriale Romani. Un saggio storico-giuridico che illumina il ruolo svolto dall’Ordine dei Frati Minori nella diplomazia della Santa Sede durante il XIII secolo.

Siamo abituati a pensare ai figli di San Francesco d’Assisi come predicatori itineranti, testimoni di povertà e fraternità. Il libro mostra invece come quegli stessi frati, proprio grazie alla loro credibilità evangelica, divennero interlocutori affidabili anche negli scenari politici più delicati del loro tempo.

Frati Minori, tra Vangelo e diplomazia

Marmorino e Cantori seguono un percorso cronologico preciso, ricostruendo missioni, incontri e trattative che videro i frati minori muoversi tra corti, regni e territori segnati da tensioni religiose e conflitti. In particolare emerge il contesto orientale, crocevia di culture, poteri e fedi diverse, dove la presenza francescana assunse un valore che andava ben oltre l’ambito pastorale.

I frati non agivano come diplomatici nel senso moderno del termine, ma come uomini di pace capaci di creare ponti. La loro vita povera e coerente, unita a una fitta rete di relazioni, li rese figure credibili sia agli occhi delle autorità ecclesiastiche sia presso i poteri civili. In un’epoca in cui la parola poteva accendere guerre o spegnerle, la loro presenza discreta diventava spesso uno spazio di mediazione.

Essere strumenti di Pace, questa è la missione

Per chi si occupa di missione oggi, Mendicanti di pace è più di un libro di storia. È una provocazione. Ricorda che l’annuncio del Vangelo passa anche attraverso la capacità di abitare i conflitti, di farsi prossimi tra mondi lontani, di costruire fiducia dove dominano sospetto e paura.

I frati del XIII secolo non avevano strategie di comunicazione né tavoli diplomatici permanenti. Avevano però uno stile evangelico così limpido da renderli credibili persino nei contesti politici più tesi. È una lezione che attraversa i secoli e che interpella, ancora oggi, a essere segno e strumento di riconciliazione, facendo propria l’invocazione attribuita al Poverello: “Signore, fa’ di me uno strumento della tua pace”.

“Mendicanti di pace” (Editoriale Romani, pp. 168, euro 13,00)

libro Mendicanti di pace

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